Il blitz

Furto alla casa d’aste Sant’Agostino: recuperata parte della refurtiva in un campo nomadi

Maxiblitz a Torino nord dopo il colpo dello scorso 7 giugno: forze dell'ordine ed esercito setacciano l'area con i metal detector.

Furto alla casa d’aste Sant’Agostino: recuperata parte della refurtiva in un campo nomadi

Le indagini sul clamoroso colpo ai danni della storica casa d’aste “Sant’Agostino” di Torino hanno registrato una svolta fondamentale. Un’operazione coordinata e ad alto impatto ha permesso agli investigatori di ritrovare una parte consistente dei preziosi sottratti lo scorso 7 giugno, localizzando il nascondiglio della refurtiva all’interno di un insediamento nella periferia nord del capoluogo piemontese. L’intervento si è concluso con l’arresto di un uomo e il deferimento di una donna, entrambi accusati di ricettazione.

Furto alla casa d’aste Sant’Agostino: recuperata parte della refurtiva in un campo nomadi

L’azione investigativa è scattata nelle prime ore del mattino del 23 giugno, quando un massiccio dispositivo di sicurezza ha circondato e setacciato il campo nomadi situato in Strada del Villaretto 71. L’area interessata, compressa tra i quartieri Falchera e Madonna di Campagna, è stata isolata per consentire perquisizioni accurate e capillari in tutte le abitazioni e i terreni circostanti.

La complessità dell’operazione ha richiesto una stretta sinergia tra diversi reparti dello Stato. All’azione hanno preso parte i Carabinieri della Compagnia Torino San Carlo, supportati dalle unità API (Aliquote di Primo Intervento) del Comando Provinciale e dai militari del 1° Reggimento “Piemonte” di Moncalieri. Per superare le difficoltà logistiche e ispezionare i terreni, sono intervenuti anche il personale dei Vigili del Fuoco di Torino e gli specialisti del 32° Genio Guastatori di Fossano, appartenenti all’Esercito Italiano.

Il ritrovamento del tesoro: orologi di lusso e migliaia di euro in contanti

L’impiego dei metal detector in dotazione all’Esercito si è rivelato determinante per l’esito delle perquisizioni. Gli inquirenti sono riusciti a individuare un vero e proprio tesoro occultato, la cui provenienza illecita è apparsa subito evidente agli occhi degli investigatori, che hanno già ricondotto parte dei beni al maxi furto della casa d’aste.

Tra la refurtiva sequestrata spiccano numerosi orologi di marchi prestigiosi e dall’elevato valore di mercato, tra cui modelli firmati Rolex, Longines, Zenith, Breitling, Eberhard e Frederique Constant. Insieme ai pezzi d’orologeria, i militari hanno rinvenuto svariati gioielli in oro, pietre preziose di valore e una somma in contanti pari a 13.300 euro, ritenuta provento delle attività di ricettazione o della vendita parziale dei beni sottratti.

Le misure cautelari

L’operazione si è conclusa con provvedimenti a carico di due persone intercettate all’interno dell’area controllata. Un uomo di quarantatré anni di origine bosniaca, formalmente senza fissa dimora, è stato bloccato dai Carabinieri ed è scattato per lui il fermo di polizia giudiziaria, con il conseguente trasferimento immediato presso la casa circondoriale di Torino.

Parallelamente, una donna di trentanovenne è stata denunciata in stato di libertà. Per entrambi l’ipotesi di reato contestata è di ricettazione in concorso. Il fascicolo è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Torino, che coordina le indagini e l’attività investigativa per risalire agli autori materiali del furto e individuare eventuali altri canali di ricettazione della restante parte del bottino.