Un’azione chirurgica, pianificata nei minimi dettagli e portata a termine con una rapidità disarmante. Nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno, la storica Casa d’Aste Sant’Agostino di Torino, situata in corso Alessandro Tassoni 56, è stata teatro di un furto milionario che ridefinisce gli standard del crimine specializzato. Il bottino, valutato intorno a 1 milione di euro calcolato sulla sola base d’asta, comprende gioielli e orologi di altissimo pregio che avrebbero dovuto essere i protagonisti di un importante incanto nei giorni immediatamente successivi.
Colpo d’autore a Torino: svaligiata la Casa d’Aste Sant’Agostino in quattro minuti
I criminali sono entrati in azione intorno alle 4.20 del mattino, dimostrando una profonda conoscenza della struttura e una preparazione tecnica fuori dal comune. I complessi sistemi di sicurezza della sede torinese sono stati elusi con estrema destrezza. Nonostante l’attivazione immediata dei dispositivi di protezione e il suono dell’allarme che ha rimbombato nell’intero edificio, la banda ha proceduto con assoluta lucidità.
I malviventi, muovendosi a volto coperto, hanno utilizzato mazze e un flessibile per infrangere le vetrine blindate e avventarsi sui preziosi. L’intera operazione di scasso e razzia è durata appena quattro minuti, un tempo insufficiente per permettere alle forze dell’ordine di bloccare i fuggitivi, nonostante la tempestività della risposta.
Il valore dei preziosi sottratti
Dal punto di vista del mercato dell’arte e della gioielleria d’epoca, il danno economico è ingente e destinato a superare la stima iniziale di un milione di euro. Nel settore delle aste, la cifra di partenza rappresenta solo un valore di riserva formale: l’attrattiva dei pezzi avrebbe quasi certamente scatenato una competizione al rialzo tra collezionisti esperti e investitori internazionali durante le sessioni del 9 e 10 giugno.
Tra la refurtiva spicca un raro anello di manifattura colombiana impreziosito da uno smeraldo da 4 carati, insieme a una selezione di diamanti, rubini e zaffiri. Si trattava di una collezione d’alta manifattura italiana ed europea curata per celebrare il “gioiello d’autore”, un segmento di mercato caratterizzato da pezzi firmati e di rara ricerca stilistica, oggi difficilmente rimpiazzabili.
Le indagini e l’impatto sul settore
I Carabinieri sono giunti sul posto alle 4.29, esattamente nove minuti dopo l’inizio dell’intrusione, ma i ladri si erano già dileguati senza lasciare tracce immediate. Vanessa Carioggia, titolare della storica casa d’aste e stimata professionista del settore, avrebbe espresso il proprio sconcerto di fronte alle immagini della videosorveglianza, sottolineando l’efficienza ma purtroppo l’inutilità del pur rapido intervento dei militari dell’Arma.
Al momento la sede torinese rimane momentaneamente chiusa al pubblico con un avviso in sovrimpressione sul sito web ufficiale, motivato da ragioni tecniche. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sull’andamento delle indagini, mentre gli specialisti del nucleo scientifico stanno analizzando i rilievi per individuare la firma di una banda che si profila come una vera e propria élite del furto con scasso.
