TORINO EST

Ex Embraco, ipotesi patteggiamento: "Tre anni di reclusione ma nessun risarcimento"

Nel processo si sono costituiti parte civile sia i sindacati che i lavoratori

Ex Embraco, ipotesi patteggiamento: "Tre anni di reclusione ma nessun risarcimento"
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Oltre il danno la beffa. "Tre anni di reclusione ma nessun risarcimento": è questa l'ipotesi di patteggiamento avanzata dai legali dei vertici di Ventures che vede favorevole la Procura di Torino.

Gli impuntati

Le persone che sono imputate nel processo sono accusati di bancarotta fraudolenta perché avrebbero intascato parte dei 20 milioni di euro destinati a far ripartire la produzione nello stabilimento di Riva di Chieri senza però iniziare mai i lavori.

Nel processo si sono costituiti parte civile sia i sindacati che i lavoratori. La prossima udienza è fissata al 3 marzo 2023. Non è comunque detto che verrà accettato il patteggiamento.

L'apertura dell'inchiesta giudiziaria

L'apertura dell'inchiesta è partita in seguito ad un esposto dei lavoratori e dei sindacati che si sono e si stanno battendo fino all'ultimo per avere giustizia. La società Ventures aveva rilevato alcuni anni fa lo stabilimento della Whirpool firmando un piano di riconversione industriale che doveva ridare un futuro lavorativo agli operai occupati in quella che era l'ex Embraco di Riva di Chieri.

Il nuovo progetto di sviluppo prevedeva la realizzazione di robot per la pulizia di pannelli fotovoltaici. Ma dopo anni di promesse mancate e progetti mai avviati nel 2020 la Ventures è stata dichiarata fallita. Risultato: 400 lavoratori, dopo anni di cassa integrazione, sono stati tutti licenziati. Un problema occupazione che non solo ha pesato sulla cittadina alle porte di Torino ma anche nel resto della cintura torinese dove abitano e vivono molti di questi operai che come si dice nel germo "tengono famiglia".

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