Il caso

Corteo pro-Palestina a Torino, duro attacco di Fratelli d’Italia: scontro su violenze, Askatasuna e PD

Fratelli d'Italia condanna fermamente le violenze al corteo pro-Palestina di Torino e attacca la sinistra e il PD per i silenzi sulle tensioni e sui cori pro-7 ottobre.

Corteo pro-Palestina a Torino, duro attacco di Fratelli d’Italia: scontro su violenze, Askatasuna e PD
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La città di Torino torna al centro delle polemiche politiche a seguito degli episodi di tensione verificatisi durante l’ultima manifestazione pro-Palestina. I rappresentanti locali e nazionali di Fratelli d’Italia hanno espresso un’aspra condanna verso gli scontri con le forze dell’ordine, la violazione delle prescrizioni prefettizie e il presunto coinvolgimento di settori del giovanile del Partito Democratico a fianco dei collettivi antagonisti.

Corteo pro-Palestina a Torino, duro attacco di Fratelli d’Italia: scontro su violenze, Askatasuna e PD

A dare voce all’indignazione del partito di maggioranza è Roberto Ravello, vice-Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Piemonte, che punta il dito contro il clima di continua tolleranza verso le frange estreme. Ravello ha espresso con durezza la sua posizione sulla situazione cittadina: «Torino ancora una volta ostaggio degli ultras di Hamas, di chi celebra il 7 ottobre come una giornata storica e pretende di impartire lezioni di democrazia a colpi di provocazioni. Il copione è sempre lo stesso: le prescrizioni della Prefettura diventano carta straccia, le forze dell’ordine il bersaglio degli insulti, persino il Monumento nazionale al Carabiniere un palcoscenico per le loro esibizioni. E tutto questo all’indomani degli arresti per le violenze dello scorso gennaio. Ma la vera specialità torinese è un’altra: la straordinaria capacità di certi ambienti politici di trovare sempre una giustificazione, una mediazione, una carezza per i professionisti dell’antagonismo. Certi silenzi sono un detonatore. Chissà se anche stavolta qualcuno proporrà un tavolo di dialogo, magari con Hamas come ospite d’onore. La città non può continuare a pagare il prezzo di questa indulgenza. Chi celebra il terrorismo e disprezza le istituzioni non è un interlocutore da coccolare, ma un problema politico da affrontare senza ambiguità. E chi ha garantito credibilità a questi ambienti dovrebbe finalmente assumersene la responsabilità».

Sulla stessa linea di ferma condanna si colloca il Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, focalizzando l’attenzione sulle responsabilità politiche dell’opposizione e sulla presenza dei Giovani Democratici in piazza. Montaruli ha rimarcato la gravità di quanto accaduto: «L’aggressione alle forze di polizia, evidente e inequivocabile come si può guardare dai video, è un esordio vomitevole per una manifestazione torinese che nulla ha a che fare con la Palestina. Il corteo pro-Pal mette vergognosamente insieme Askatasuna, galassie estremiste anche islamiche e i giovani del PD. Torino oggi scrive un’altra pagina di una gravità inaudita, in cui i partecipanti vogliono sfidare gli uomini in divisa. Chi vuole manifestare davvero non lo fa al fianco di chi cerca lo scontro con gli agenti. Invece l’opposizione al governo Meloni, che vorrebbe governare l’Italia e già amministra Torino, ha gravi responsabilità: prende parte ai cortei delle minacce e della violenza, continua a coccolare chi definisce gli agenti “mafiosi” e viola le ordinanze prefettizie, e manda irresponsabilmente i propri movimenti giovanili a farsi dettare i cori da autonomi e maranza. Il PD, che non ha smentito la presenza dei GD in piazza, da noi denunciata solo qualche giorno fa, si sta comportando in maniera irresponsabile, aderendo alla narrazione di esaltazione dei gravissimi fatti del 7 ottobre, richiamato in maniera vergognosa nel corso della manifestazione con frasi irripetibili».

A chiudere il fronte delle dichiarazioni istituzionali è Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di FdI in Consiglio regionale, che ha posto l’accento sulla necessità di non confondere le istanze del popolo palestinese con il sostegno alle azioni di Hamas del 7 ottobre. Binzoni ha dichiarato: «Ancora una volta, le strade della nostra città sono state teatro di una manifestazione in cui, dietro la facciata della solidarietà al popolo palestinese, si è scelto deliberatamente di sdoganare l’odio, la violenza e la giustificazione del terrorismo. Inneggiare al brutale massacro del 7 ottobre è inaccettabile: chi lo fa mostra solo la sua completa ignoranza e ottusità».

Proseguendo nella sua disamina, Binzoni ha ribadito il valore storico e morale di quegli avvenimenti: «Diciamolo con estrema chiarezza, affinché non vi sia spazio per stupidi negazionismi: il 7 ottobre non è stato un atto di resistenza. È stato un barbaro pogrom indiscriminato, una strage vigliacca che ha colpito sistematicamente civili inermi, non risparmiando donne, bambini e anziani uccisi nelle loro case, oltre che centinaia di ragazzi che partecipavano a un festival musicale. Confondere o mascherare un massacro di questa portata con la lotta di liberazione di un popolo è un insulto all’intelligenza, alla storia e alla vita umana».

L’esponente regionale di Fratelli d’Italia ha infine lanciato un appello corale a tutte le forze politiche affinché prendano una netta distanza dagli estremismi: «Fratelli d’Italia condanna con assoluta fermezza ogni forma di antisemitismo camuffato da lotta al sionismo che continua a trovare spazio, e talvolta preoccupanti coperture, nelle piazze della sinistra radicale e dei collettivi antagonisti. A tre anni di distanza da quegli orrori, chi in piazza esalta o giustifica le stragi compite dai terroristi non sta difendendo i diritti umani, ma sta alimentando un clima di fanatismo inaccettabile in una democrazia occidentale. Chiediamo a tutte le forze politiche, senza distinzione e senza alcuna reticenza, di prendere le distanze da chi nelle piazze piemontesi inneggia agli stragisti del 7 ottobre».

L’episodio riapre così un acceso dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico nel capoluogo piemontese e sulle dinamiche politiche che vedono contrapposti il centrodestra e l’amministrazione comunale, riportando al centro della scena il tema dei confini tra la libera manifestazione del pensiero e la tolleranza verso le frange radicali e violente.