Cancellata l'aggravante dei futili motivi

Condannato a 30 anni per l'uccisione del vicino di casa dopo la lite per un parcheggio

Stefano Barotto, muratore 70enne, è stato riconosciuto responsabile dell'omicidio di Assuntino Mirai.

Condannato a 30 anni per l'uccisione del vicino di casa dopo la lite per un parcheggio
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Stefano Barotto è stato condannato a 30 anni per l'omicidio di Assuntino Mirai: uccisione consumatasi durante una banale lite per un parcheggio.

Uccise il vicino di casa, condannato a 30 anni

Stefano Barotto, 70 anni, è stato condannato a 30 anni di reclusione per l'omicidio di Assuntino Mirai, 66 anni, ucciso a seguito di una lite per un parcheggio. I due uomini si conoscevano bene, e spesso litigavano, ma questa volta la discussione finì in tragedia.

Il delitto

I fatti risalgono al 18 ottobre del 2019. Il 66enne, originario della Sardegna da anni viveva in Piemonte, dividendosi tra il comune della collina torinese e Pinasca, dove aveva alcuni terreni. Ed è proprio lì, nei pressi della sua abitazione in Case Sparse di borgata Mercateria, che ha trovato la morte, ucciso a colpi di fucile, davanti agli occhi della moglie che nel processo si è costituita parte civile.

L'arresto e la condanna

Dopo il delitto Barotto si diede alla fuga, per essere poi rintracciato ed arrestato il giorno successivo. Ora a distanza di un anno la Corte d'Assise di Torino lo ha condannato, come già detto, a 30 anni di reclusione. Il pm aveva chiesto l'ergastolo con isolamento diurno per i primi sei mesi. I giudici hanno però cancellato l'aggravante dei futili motivi, riducendo di conseguenza la condanna.

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