Aveva 54 anni, oggi il funerale

Clochard morto di freddo, si mobilita il quartiere di via Cogne

Roberto Nocera e la storia di una vita che, come purtroppo può accadere, ha preso la svolta sbagliata

Clochard morto di freddo, si mobilita il quartiere di via Cogne
Cronaca Torino, 10 Novembre 2020 ore 10:06

E’ morto di freddo il clochard che “abitava” al giardinetto di Rebaudengo, alla periferia Nord di Torino. E’ morto di stenti, dopo sei anni vissuti all’aperto, con qualsiasi tempo e temperatura, in condizioni a dir poco estreme. E il quartiere non ha voluto fargli mancare l’ultimo gesto d’affetto, la mobilitazione per il suo funerale.

Una vita… complicata

Roberto Nocera aveva 54 anni e una vita complicata dietro di sé. Dal 2015 viveva in strada, molto spesso al parchetto di via Cogne dove ormai era una presenza familiare per tutto il quartiere. Dopo un’esistenza per così dire “normale” la vita aveva cominciato a giocargli brutti scherzi. Prima la perdita del lavoro, quindi la morte della mamma, poi il difficile rapporto con la moglie e infine la decisione di andarsene. Di mollare tutto e fare il clochard. Qualche spicciolo per campare, qualche favore alle anziane che dovevano portare la sporta della spesa, la solidarietà della gente perbene. Roberto viveva così, senza infastidire nessuno, accettando un panino offerto per tirare avanti.

La morte per cause naturali

Sulla causa del decesso non sembrano esserci dubbi. Le più classiche cause naturali sono in cima alla lista: il clochard è morto di freddo. Anche perché, non più giovane, con sei anni di vita all’aperto sul groppone non sarebbe facile per nessuno. Sopravvivere più che vivere sembra la parola adatta in questi casi. In ogni caso, l’epilogo di questa malinconica esistenza è da libro Cuore. L’intero quartiere si è mobilitato attivandosi con la parrocchia, i carabinieri e i Servizi cimiteriali del Comune. Obiettivo: far ottenere al benvoluto clochard una sepoltura degna di questo nome.

Funerale gratis grazie al quartiere

Il cadavere è stato scoperto da un passante la mattina presto. Era riverso vicino all’albero presso cui dormiva, ma non rispondeva. Subito l’allarme e immediati i soccorsi, purtroppo vani. Una notizia che è circolata in un lampo suscitando molto cordoglio in tutto il quartiere. Infatti il funerale (e tutto quanto concerne le pratiche mortuarie) è stato svolto in maniera gratuita. Sulla carta funebre una foto “vera”: barba lunga e mani incrociate, vestito ben pesante per fronteggiare il freddo delle notti torinesi. Con la citazione evangelica “Io sono la Resurrezione e la Vita”. Oggi, presso la chiesa di San Giuseppe Lavoratore, le esequie.

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