TORINO OVEST

Cittadini di Collegno sul piede contro i lavori di abbattimento degli 'aceri negundi' in via De Amicis

L'assessore all'Ambiente Manfredi: "È stata richiesta la possibilità di abbatterle, da parte delle proprietà, viste le loro cattive condizioni"

Cittadini di Collegno sul piede contro i lavori di abbattimento degli 'aceri negundi' in via De Amicis
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Sono in corso da questa mattina, 6 maggio 2024, i lavori di abbattimento degli alberi (ACERI NEGUNDI) che da anni ombreggiano via E. De Amicis (dal civico 46 al 54) a Collegno, comune della prima cintura ovest di Torino.

Le polemiche social

Da diversi giorni sui social moltissimi residenti e cittadini di Borgata Paradiso sono sul piede di guerra contro gli abbattimenti delle piante. Quanto sta accadendo riporta subito la mente alla vicenda degli aceri negundi in corso Belgio a Torino, che il Comune vorrebbe abbattere e sostituire per riqualificare la pavimentazione dell'intero asse viario.

I commenti social:

"Se andiamo avanti così, tra breve non ci saranno più alberi. Per combattere il caldo e l'inquinamento gli alberi vanno piantati, non rasi al suolo. Vergogna".

"io non voglio discutere sul fatto che se ammalati gli alberi vadano tolti (poiché non sono un'esperta in grado di valutare) ma mi pongo una domanda: perché non vengono messi a dimora altri alberi a sostituirli. Dal campo sportivo a via Vandalino avevamo una bellissima striscia che tutti ci invidiavano e adesso andate a controllare quanti alberi sono stati tolti e quanti ne sono stati rimessi."

"Perché parliamo sempre del taglio degli alberi ammalati (che è giusto tagliare) e non parliamo di tutti gli alberi che andrebbero RIMESSI.
Dal campo sportivo a via Vandalino avevamo una striscia di giardini bellissima e invidiata da tutti. Adesso fate un poco di conti: quanti ne sono stati tagliati e quanti ne sono stati messi. Io vedo diradamenti paurosi. Dove si toglie SI DEVE RIMETTERE".

"Per altro in nessuno dei comuni limitrofi c’è stata una strage di piante simile. Eppure le motivazioni citate (in primis la siccità) dovrebbero aver colpito tutti in egual misura.

Detto questo, delle centinaia di abbattimenti che sono stati fatti, non si sono viste centinaia di ripiantumazioni in loco. Ci sono monconi lì, alcuni da da anni. Le piantine ripiantumate spesso muoiono (anche qui: per
Non farla morire serve curarla, e se la piantina muore va sostituita in tempi brevi). Le sostituzioni dovrebbero avvenire 2:1 (togli un alberone pianti due alberelli) in modo da lasciare ai nostri figli qualcosa che tra 10/15 anni sia meglio… perché le decine di migliaia di metri quadri di prati che sono stati fatti sparire per costruire (parcheggi supermercati casermoni anziché recuperare tutti gli spazi abbandonati) non torneranno più, almeno mettiamo alberi nuovi!"
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L'assessore all'Ambiente, Enrico Manfredi, (candidato alle elezioni comunali di giugno) si difende dalle critiche:

"Queste piante non sono di competenza comunale, ma sono private. È stata richiesta la possibilità di abbatterle, da parte delle proprietà, viste le loro cattive condizioni (diverse sono già state abbattute in quanto morte). I privati procederanno alla sostituzione dell'intero filare. Buona serata".

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