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Caso Mauro Glorioso, i genitori: "Il nostro Mauro non camminerà mai più"

La notizia è arrivata direttamente dai suoi genitori: Mauro non tornerà mai più come prima, resterà sulla carrozzina, tutta la vita

Caso Mauro Glorioso, i genitori: "Il nostro Mauro non camminerà mai più"
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Alla storia di Mauro Glorioso, lo studente di medicina colpito dalla bici ai Murazzi, lo scorso 8 febbraio, mancherà il finale che tutti speravamo: la ripresa totale del ragazzo.

Una tragica storia che ricorda quella di Manuel Bortuzzo

La notizia è arrivata direttamente dai suoi genitori: Mauro non tornerà mai più come prima, resterà sulla carrozzina, tutta la vita.

Il link con Manuel Bortuzzo per molti è immediato, un' altra giovanissima vittima con un'unica colpa, quella di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Anche Manuel - promessa del nuoto - è rimasto paralizzato a 22 anni. Lui vittima di una sparatoria davanti ad un pub di Roma, Mauro vittima di un gioco sadico, preso in pieno da ragazzi più giovani che affacciati sulla balconata dei Murazzi lo colpiscono con una bici elettrica, mentre lui aspettava di sotto, in fila con altri giovani, di entrare al The Beach.

Due storie accomunate da un destino tragico che sollevano timori e quesiti riguardo il popolo della notte che mescola studenti brillanti e promesse dello sport a ragazzi, spesso giovanissimi, il cui uso di alcool e droghe stordisce e inebetisce, ma soprattutto produce pericolose escalation per sé e spesso anche per gli altri.

La lettera a Mauro dei ragazzi dell'Istituto Edoardo Agnelli

Ma i ragazzi, tocca ribadirlo forse oggi più che mai, non sono tutti così: un esempio di "bella gioventù" sono sicuramente i liceali vincitori del concorso “Un giorno da carabiniere”, ricevuti recentemente alla Caserma Bergia.

I ragazzi hanno partecipato al concorso con l’obiettivo di produrre un elaborato sulla violenza giovanile. Il tema principale era proprio quanto accaduto quella notte ai Murazzi. 

Alessandro e Ginevra, 17 anni, studenti al terzo anno di superiore all’istituto Edoardo Agnelli, hanno letto la lettera considerata più meritevole per ricordare quanto accaduto a Mauro:

Caro Mauro, abbiamo scelto di scriverti una lettera in cui riflettere su quanto ti è accaduto, per cercare di capire il perché di tanta rabbia ingiustificata e quale sia ancora il senso della vita per ragazzi più piccoli di te che si “credono” forti e onnipotenti e, ancor peggio, non punibili, mentre tu stai lottando, con tutte le tue forze, per riappropriarti del tuo sacrosanto diritto alla vita che, ti auguriamo, metterai presto a disposizione di chi avrà bisogno di te, quando sarai un bravissimo medico». La lettera prosegue con una citazione di Benedetto Croce: "La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruttrice".

 

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