Belle scoperte

La gastronomia è un ritrovo per pusher e nel ristorante giapponese si rischia l’intossicazione

In questi giorni sono stati effettuati diversi controlli in vari locali e anche davanti a Porta Nuova con l'obiettivo di riqualificare tutta la zona.

La gastronomia è un ritrovo per pusher e nel ristorante giapponese si rischia l’intossicazione
Torino, 24 Luglio 2020 ore 14:58

I controlli della polizia e dell’ASL hanno portato alla chiusura di una gastronomia senegalese, in via Belfiore 1/bis, per un periodo di 50 giorni e al sequestro di oltre 130 kg di alimenti in cattivo stato di conservazione all’interno di un ristorante giapponese.

Porta Nuova sotto osservazione

I controlli sono iniziati martedì sera con un servizio mirato alla riqualificazione della zona esterna alla Stazione Porta Nuova e nei giardini Sambuy di Piazza Carlo Felice, cui hanno preso parte i poliziotti dei Comm.ti Barriera Nizza, San Secondo e Centro. Sono state identificate circa un centinaio di persone, fra cui alcuni senza tetto che, pur essendo stati invitati dai servizi comunali a recarsi nei dormitori pubblici, occupavano i portici. L’unità cinofila della Polizia di Stato ha inoltre trovato e sequestrato alcune decine di grammi di marijuana in via Berthollet.

Scoperta la finta gastronomia

Nel corso del servizio, i poliziotti del Comm.to Nizza hanno notificato alla titolare della gastronomia senegalese di via Belfiore1/bis il decreto di sospensione della licenza con immediata chiusura al pubblico, per 50 giorni.

Il locale in questione è stato oggetto di diversi controlli da parte delle forze dell’ordine nelle scorse settimane in quanto divenuto inequivocabilmente luogo di contatto per i pusher e per soggetti pregiudicati o irregolari sul territorio nazionale. Solo lo scorso 10 luglio 2020 gli agenti avevano arrestato un cittadino gabonese che, uscito dal locale, aveva consegnato della droga  a due acquirenti; rientrato nel locale, il pusher era stato trovato con 3 involucri contenenti eroina e cocaina. La Squadra Cinofila della Polizia di Stato aveva successivamente rinvenuto nel bagno della gastronomia  101 involucri termosaldati contenenti eroina e cocaina all’interno di due calze.

Giapponese denunciata

Il 23 luglio 2020, i controlli del Comm.to Barriera Nizza si sono invece concentrati su un ristorante giapponese in corso Vittorio Emanuele 29.

Nella cucina è stata riscontrata una diffusa e consolidata sporcizia accumulata nel tempo. All’interno di una cella congelatore c’erano alimenti di origine animale in cattivo stato di conservazione e in grado di determinare dei rischi per la salute umana. In particolare, sono stati sequestrati 133,6 kg di alimenti congelati,  dei quali 4,5kg di carne di pollo, 24 kg di carne di maiale, 2 kg di cane di manzo, 7 kg di uova marinate, 1,6 kg di alghe e 94 kg di brodo di carne di maiale congelato.

L’intero locale presentava violazioni di natura amministrativa, come la mancata esposizione della SCIA  e del regolamento del TULPS, la mancanza dei prezzi sui prodotti d’asporto, la mancanza della certificazione della canna fumaria, l’omessa indicazione degli allergeni, un abbigliamento non adeguato del personale ed altre irregolarità, per le quali il ristorante è stato sanzionato per oltre 23000 euro. Altri 3500 euro di sanzioni sono state comminate dal personale dell’ASL – SIAN, in merito alle carenze igienico sanitarie relative alla pulizia del locale e alla rintracciabilità degli alimenti pericolosi.

Per le evidenze riscontrate, la titolare dell’esercizio, una cittadina giapponese di 42 anni, è stato denunciata in stato di libertà dalla Polizia di Stato per la cattiva conservazione dei cibi e per la violazione nelle norme in materia di sicurezza.

 

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