il caso

Arrestato Marco di Nunzio per falso in testamento: era così "amico"di Berlusconi da cercare di scalzare i figli dall'eredità

26 milioni, uno yacht, le ville ad Antigua e il 2% di Fininvest, ecco cosa c'era nel testamento colombiano del Cavaliere

Arrestato Marco di Nunzio per falso in testamento: era così "amico"di Berlusconi da cercare di scalzare i figli dall'eredità
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Non verrà ricordato come erede universale e né tanto meno come sesto erede dell'impero Berlusconiano. In Colombia, dove viveva da tempo, è stato infatti arrestato l'imprenditore torinese Marco di Nunzio, mentre a Milano il procuratore Marcello Viola e la pm Roberta Amadeo chiudevano le indagini per falso in testamento e tentata estorsione ai danni dei figli del Cavaliere.

I fatti

26 milioni, uno yacht, le ville ad Antigua e il 2% di Fininvest, era questo il contenuto del "testamento colombiano" che secondo di Nunzio Berlusconi avrebbe firmato di sua spontanea iniziativa nel settembre de 2021 tra le quattro mura di un notaio in Colombia.

L'inchiesta

Ma le indagini condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza hanno rivelato altro: sono tre i falsi testamenti olografi, sottoscritti il 21 settembre 2021 nell'ufficio della Notaria Primera di Cartagena - Bolivar, con cui veniva disposto in suo favore il lascito di "liquidità, quote societarie, imbarcazioni ed immobili".
Di Nunzio avrebbe mandato numerose diffide agli eredi e tentato di depositare i primi due testamenti all'Archivio notarile di Milano, per poi formare un terzo testamento in cui, rispetto ai precedenti, venivano rimosse la sua firma e la dicitura "erede universale". Testamento che viene depositato, nell'estate dello scorso anno, da un notaio di Napoli.

L'accusa per tentata estorsione

Ma perché Silvio Berlusconi avrebbe dovuto nominarlo erede universale? Che rapporto c'era tra i due? Stando a Di Nunzio c'era una grande amicizia. Nel 2013, Di Nunzio si era anche candidato alla presidenza della Regione Lombardia con la lista Movimento Bunga Bunga, poi esclusa per presunte irregolarità relative alla raccolta delle firme (la vicenda ha poi scatenato una lunga inchiesta giudiziaria). Eppure, durante la puntata del 22 ottobre 2023 della trasmissione Report, Di Nunzio non riesce a fornire nessuna prova di un legame personale con Silvio Berlusconi (la stessa cosa che gli era stata richiesta dal Fatto Quotidiano), ma arriva a minacciare di diffondere una documentazione in suo possesso su Berlusconi e di intentare una causa per ottenere l'eredità, a meno che gli eredi non provvedano a versargli una somma:

"Vediamo di arrivare a un accordo direttamente con la famiglia Berlusconi, sennò facciamo direttamente causa (...) andiamo a fare una transazione a saldo e stralcio con la famiglia Berlusconi, se no arriviamo ad un accordo sennò in caso andiamo alla causa".

Dichiarazioni, quelle a Report, che lo fanno accusare anche di tentata estorsione.

Ma il giorno della firma, Berlusconi era ad Arcore

Per fare luce sulla vicenda sono stati effettuati sequestri dal notaio, si è attivata una rogatoria internazionale per acquisire le dichiarazioni della notaia colombiana e della attestatrice delle traduzioni dei testamenti e l’acquisizione di copia degli atti della causa civile e sono ascoltati testimoni chiave (tra cui Marta Fascina). L'obiettivo? Capire dove si trovasse Berlusconi il giorno della firma del "testamento colombiano" . Stando alle ricerche incrociate, è emerso che il Cavaliere in quei giorni di fine settembre, non si trovasse in Colombia, ma a casa sua, ad Arcore.

 

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