Corso Tazzoli e via Sant’Ottavio

Ancora volantini contro magistrati, prefetto e questore: "Accusiamo gli accusatori"

Per un episodio analogo, nei pressi del Palagiustizia, erano stati fermati due attivisti No Tav la settimana scorsa.

Ancora volantini contro magistrati, prefetto e questore: "Accusiamo gli accusatori"
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Dopo l'episodio analogo, avvenuto la scorsa settimana nei pressi del Palagiustizia di Torino, il copione si è nuovamente ripetuto.

Ancora volantini anonimi in città

Nella giornata di ieri, 5 ottobre 2020, altri volantini con le foto del prefetto e questore di Torino nonché di diversi magistrati sono stati rinvenuti sulle pensiline dei bus Gtt di corso Tazzoli, a pochi passi dalla Fiat; e in via Sant’Ottavio angolo Via Verdi, sul muro perimetrale del liceo classico Gioberti. La Digos è al lavoro anche su questo episodio.

Il precedente

Per l’affissione dei volantini contro il questore Giuseppe De Matteis, il prefetto Claudio Palomba, il procuratore generale Francesco Saluzzo, il sostituto procuratore Nicoletta Quaglino, il pm Manuela Perrotta, il presidente del tribunale Marco Viglino e il dirigente della Digos Carlo Ambra sono stati fermati due attivisti No Tav settimana scorsa. Nella mattinata mercoledì 30 settembre 2020, sono comparsi infatti dei manifesti davanti al Palagiustizia di Torino recitanti:

“La mafia del Tav siede in prefettura, questura e tribunale. Smascheriamo i membri della cupola”.

Seguiva l’invito a ricostituire “comitati clandestini del partito comunista in ogni azienda scuola e quartiere”. Secondo chi indaga tale gesto si collega alla mobilitazione fra gli attivisti No Tav in seguito all’arresto di alcuni di loro. Non farebbe esclusione, quindi, anche l’invio in una busta di due proiettili 9×21 alla giudice Elena Bonu, magistrato del tribunale di Sorveglianza firmataria dell’ordinanza di carcerazione di Dana Lauriola. Per gli inquirenti si tratterebbe quindi di un’escalation. I due No Tav fermati nei paraggi del tribunale, in piena notte muniti di colla e pennello, sono stati identificati e rischiano di essere denunciati per minacce. Si tratta di un trentenne e un cinquantenne. Dopo il loro fermo erano scattate diverse perquisizioni a Bussoleno e Torino.

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