A Palazzo Nuovo

Scontro fra gli studenti di Intifada Torino e l'europarlamentare della Lega Sardone davanti all'Università

Cori e manifesti pro Palestina e contro l'esponente politica

Scontro fra gli studenti di Intifada Torino e l'europarlamentare della Lega Sardone davanti all'Università
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Ieri, 27 maggio 2024, davanti a Palazzo Nuovo l'eurodeputata della Lega Silvia Sardone ha allestito un gazebo. Per il suo arrivo, sono stati disposti oltre dieci blindati di Polizia e Carabinieri, a bloccare il passaggio in via Verdi, tra lei e l'università, gli accessi a via Montebello e via Rossini.

I cori dall'Università

La presenza della Sardone ha suscitato la reazione degli studenti pro Palestina che da sedici giorni stanno occupando l'Università che hanno iniziato una serie di cori contro la Lega.

Mentre l'eurodeputata, che già venerdì scorso è stata contestata proprio davanti Palazzo Nuovo, ha ancora una volta ribadito la necessità di restituire l'Università a chi vuole studiare:

 "Siamo qua per la libertà e la democrazia. L'Università deve essere immediatamente liberata dalla gentaglia dei centri sociali. Ragazzotti viziati della Torino bene".

Pronta la solidarietà anche del collega di partito Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega a Palazzo Madama che in una nota ha scritto:

Solidarietà a Silvia Sardone aggredita anche fisicamente dai collettivi studenteschi che stanno occupando l'Università a Torino. Tali sedicenti pacifisti, hanno insultato e strattonato la collega solo perché leghista, cacciandola via e ricoprendola di insulti.

Anche il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara in una nota parla di

"grave e inaccettabile gesto di intolleranza".

Mentre dall'Università prima arrivano i cori contro la Lega, poi un manifesto con la foto dell'Europarlamentare barrata e la scritta:

"Sono Silvia. Sono razzista. Sono islamofoba. Sono sessista. Quindi qui non entro".

Cosa chiedono gli studenti

Intanto gli studenti continuano a chiedere un incontro con il rettore e se l'incontro ci sarà si dicono disponibili a riaprire le biblioteche per "togliere un disagio" agli studenti che devono scrivere la tesi e ai lavoratori impiegati nella struttura.

Dal canto suo il rettore Stefano Geuna ribadisce:

"Abbiamo mantenuto un canale di dialogo con gli occupanti, i manifestanti non hanno mostrato una reale volontà di giungere a una soluzione"

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