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Corteo del Primo Maggio: per la prima volta non si passa da via Po

Il corteo è partito alle 9.30, ha aperto la marcia il sindaco Stefano Lo Russo

Corteo del Primo Maggio: per la prima volta non si passa da via Po
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Oggi a Torino per il Primo Maggio, sotto una pioggia incessante,  i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, sfileranno nel corteo della Festa dei lavoratori con lo slogan "Costruiamo insieme un’Europa di pace, lavoro e giustizia sociale" e due pensieri in particolare: le morti bianche e il futuro di Mirafiori. Ma non solo, nel 2023 i contratti a tempo indeterminato sono stati soltanto il 25%. Oggi in Piemonte ci sono 60 mila occupati in meno rispetto alla grande crisi del 2008.

Il cambio del percorso

Oggi il corteo ha una novità legata al percorso: per la prima volta che non si passa da via Po a causa dei cantieri. Il ritrovo è alle 9 in piazza Vittorio, poi la manifestazione percorrerà lungo Po Cadorna, corso San Maurizio, viale dei Partigiani e piazza Castello, per concludersi alle 11 in piazza San Carlo con il comizio conclusivo.

I dispositivi di sicurezza

Il corteo sta per partite e tutto è pronto, anche il dispositivo di sicurezza, in una città reduce da due giorni di contestazioni del G7 sull'Ambiente di Venaria Reale. Centri sociali, collettivi studenteschi e movimenti ambientalisti saranno presenti nello spezzone sociale del corteo, sotto osservazione speciale delle forze dell'ordine nella speranza che nulla degeneri come negli scontri di lunedì tra manifestanti e polizia dove ci sono stati tre feriti tra gli agenti e una decina tra i contestatori.

La partenza del corteo

Il corteo è partito alle 9.30. Ha aperto la marcia il sindaco Stefano Lo Russo che ha parlato di lavoro e dell’importanza delle politiche di rilancio e dignità occupazionale.

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Chi c'è in coda

In cosa al corteo ci sono i Fridays for Future, Collettivo Universitario Autonomo, KSA, Potere al Popolo con il cartello "Con la resistenza palestinese".

 

Spazio anche ai No Tav insieme alla Federazione Anarchica Italiana e USB con il cartello "Grandi opere cibo per mafia e capitale".

 

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