Un nuovo episodio di violenza si è consumato all’interno delle strutture sanitarie torinesi, riaccendendo i riflettori sul tema della tutela della sicurezza degli operatori in prima linea. Presso il nosocomio San Giovanni Bosco di Torino, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino italiano di 36 anni con l’accusa di lesioni a personale sanitario e socio-sanitario. L’uomo è stato inoltre indagato per il reato di interruzione di pubblico servizio e sanzionato amministrativamente per stato di ubriachezza manifesta.
Aggressione al Pronto Soccorso del San Giovanni Bosco di Torino: arrestato un 36enne, la condanna del Ministro Zangrillo
L’operazione è stata condotta dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, prontamente intervenuti presso il pronto soccorso della struttura ospedaliera a seguito di una chiamata d’emergenza che segnalava la presenza di un paziente violento. Secondo la ricostruzione dei fatti, il trentaseienne si trovava all’interno dell’ambulatorio per essere sottoposto a una visita medica quando ha improvvisamente dato in escandescenza, rivolgendo minacce ed esercitando violenza fisica nei confronti del medico di turno.
Al termine degli accertamenti di rito, l’uomo, che si trovava in un evidente stato di alterazione psicofisica causato dall’abuso di sostanze alcoliche, è stato condotto in arresto e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. A seguito dell’accaduto, il Questore di Torino ha emesso nei confronti del soggetto un avviso orale corredato da specifiche prescrizioni. Trattandosi di un procedimento penale attualmente nella fase delle indagini preliminari, nei confronti dell’indagato vige il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza fino all’emissione di una sentenza definitiva.
L’episodio ha suscitato l’immediata reazione delle istituzioni politiche e sanitarie. Paolo Zangrillo, Ministro per la Pubblica Amministrazione, ha espresso una presa di posizione netta e rigorosa rispetto a quanto accaduto all’ospedale San Giovanni Bosco.
«Colpire chi lavora ogni giorno in prima linea per salvare vite, oltre a essere un grave atto di violenza, è un’offesa all’intera comunità e al valore del nostro servizio sanitario nazionale. Esprimo la mia più ferma condanna per quanto accaduto», dichiara Paolo Zangrillo, commentando l’aggressione ai danni del medico in servizio.
Il Ministro ha voluto rivolgere un pensiero di solidarietà e supporto a tutta la categoria professionale coinvolta quotidianamente nella tutela della salute pubblica: «A tutti i medici, agli infermieri e agli operatori sanitari, che ogni giorno con straordinaria dedizione, umanità e competenza svolgono una missione fondamentale, spesso in contesti complessi e sotto forte pressione, vanno la mia più profonda vicinanza e la mia sincera stima. Ringrazio la Polizia di Stato per il tempestivo intervento che ha portato all’arresto dell’aggressore. Il Governo ha già introdotto misure severe per contrastare la violenza contro il personale sanitario e continuerà a lavorare con determinazione per garantire la massima tutela e sicurezza a chi, ogni giorno, si prende cura di noi», conclude il ministro Zangrillo.