Il caso

Prolungamento Metro 1 Torino: la protesta dei Comuni e il dibattito sui fondi

Corteo a Collegno per il prolungamento della Metro 1 di Torino. Le dichiarazioni dirette di AVS e Azione sui ritardi dei cantieri, risorse e il nodo TAV.

Prolungamento Metro 1 Torino: la protesta dei Comuni e il dibattito sui fondi
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La realizzazione del prolungamento della Metro 1 verso Collegno, Grugliasco e Rivoli è giunta a uno snodo cruciale. Con l’opera arrivata circa all’85% del suo completamento, i cantieri si trovano fermi da mesi a causa del fallimento dell’impresa esecutrice ICI, lasciando i territori della cintura ovest torinese stretti tra disagi viabili, difficoltà commerciali e ritardi infrastrutturali.

Prolungamento Metro 1 Torino: la protesta dei Comuni e il dibattito sui fondi

Nella giornata di ieri, sabato , rappresentanti  ottobredelle istituzioni, esponenti politici, sindacati e cittadini si sono uniti nel corteo “Uniti per la Metro” per chiedere interventi immediati e lo sblocco dei finanziamenti statali necessari a concludere l’infrastruttura.

La posizione di Alleanza Verdi e Sinistra: l’attacco all’esecutivo e le richieste economiche

Durante la manifestazione, il deputato Marco Grimaldi e la consigliera regionale Alice Ravinale, esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, hanno delineato le responsabilità della situazione attuale richiamando il Governo centrale a un impegno diretto.

“Il fallimento di ICI non è colpa di Collegno, Grugliasco o Rivoli. È colpa di un Governo che guarda altrove da anni mentre un’opera da 200 milioni rischia di fermarsi a lavori quasi ultimati. Oggi siamo in corteo con i Sindaci, con le cittadine e i cittadini che mangiano polvere da 8 anni, con chi ha perso il posto di lavoro perché la Metro 1 è ancora ferma.”

Proseguendo nella loro analisi, i rappresentanti di AVS hanno richiamato l’attenzione sui tempi lunghi e sugli impatti economico-sociali che gravano sull’asse di Corso Francia e sui comuni interessati.

“Otto anni di cantieri. Corso Francia sventrata, strade chiuse, commercianti allo stremo, lavoratori senza stipendi. Siamo all’85% dell’opera e il cantiere è fermo da mesi per il fallimento dell’impresa. Il default di ICI non si poteva prevedere, ma il problema è che i lavori dovevano chiudersi nel 2024 e non si sono chiusi perché il Ministero non ha voluto finanziare i rincari.”

I due esponenti hanno inoltre dettagliato le cifre mancanti per il completamento dell’opera e per l’acquisto del materiale rotabile, proponendo la riallocazione di risorse da altre grandi opere.

“È dal 2023 che denunciamo il buco: per due anni sono mancati 26 milioni per chiudere il cantiere. Alla fine li ha messi il Comune di Torino, con i risparmi della tratta Lingotto-Bengasi, dopo anni di silenzio del gira sagre Salvini. Oggi servono 70 milioni per finire l’opera – come dicono i Comuni e InfraTo – e ancora mancano 120 milioni per comprare i treni. Intanto il Governo imperterrito va avanti sul TAV Torino-Lione, nonostante i dubbi sui finanziamenti europei e francesi e gli ostacoli tecnici sul tunnel rivelati da Le Monde. Lo ribadiamo: gli 800 milioni del Fondo Trasporto Rapido di Massa già bloccati per la Avigliana-Orbassano, il cui progetto ancora non è stato approvato, vadano immediatamente alle metropolitane di Torino. Se ne avessero investita qui una minima parte, oggi la linea 1 sarebbe già a Cascine Vica.”

In conclusione del loro intervento, Grimaldi e Ravinale hanno espresso una sollecitazione diretta ai vertici ministeriali.

“Salvini e Meloni scelgano: o mettono i soldi e aprono il tavolo con i Sindaci, o si assumono la responsabilità di aver bloccato un’opera irrinunciabile nella provincia con la qualità dell’aria peggiore d’Europa, ancora più necessaria a fronte del caro benzina che impoverisce chi ogni giorno è costretto a muoversi in auto. Noi siamo pronti a ogni sforzo unitario per sbloccarla, ma l’assenza di Regione e Governo e dei partiti di maggioranza oggi fa più rumore delle voci di questa bella marcia. Più treni, meno benzina”

La delegazione di AVS alla manifestazione ha visto la presenza del segretario provinciale di Sinistra Italiana Alberto Re, dei co-portavoce provinciali di Europa Verde Erica Bevilacqua e Vito Rosiello, della consigliera regionale Valentina Cera, degli assessori all’ambiente di Collegno e Rivoli Roberto Bacchin e Angelo Tribolo, del presidente del Consiglio comunale di Collegno Enrico Manfredi e del consigliere comunale di Torino Emanuele Busconi.

La visione di Azione: sostegno alla Metro 1 senza contrapposizioni con la TAV

Al corteo ha preso parte anche l’onorevole Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte, che ha confermato la necessità strategica del completamento della rete metropolitana, prendendo tuttavia le distanze dalle posizioni che mettono in alternativa la Metro 1 alla linea ad alta velocità Torino-Lione.

“Ho partecipato insieme a molti sindaci, rappresentanti di altri partiti e sindacati alla manifestazione a Collegno, città interessata al pari di Rivoli e Grugliasco al completamento della linea Metro 1. I ritardi accumulati per il mancato finanziamento hanno avuto un impatto pesante sui lavoratori dei cantieri, come sull’intera rete delle attività e degli esercizi commerciali costretti a nuovi e prolungati disagi.”

L’onorevole Ruffino ha ricordato i passaggi parlamentari già effettuati sull’argomento e la necessità di una visione infrastrutturale integrata per il territorio piemontese.

“Ho interrogato più volte il governo sui ritardi e sulle risorse inadeguate per completare l’opera ricevendone assicurazioni più o meno vaghe. Oggi ho condiviso le richieste avanzate dai sindaci e dai sindacati, ma non posso condividere chi ancora come il M5S usa contrapporre il completamento della Metro 1 alla Tav e chiede di abbandonare l’Alta velocità. La Metro 1 è indispensabile per migliorare la logistica e la vita dei pendolare allo stesso modo la Tav è indispensabile per migliorare la logistica del Piemonte e dell’Italia. Chi vuole favorire la prima a danno della seconda, in realtà finisce per ostacolare entrambe le opere.”

Le prospettive per la mobilità dell’area metropolitana torinese

Il dibattito scaturito durante la mobilitazione evidenzia la convergenza di tutte le forze politiche locali sulla necessità inderogabile di reperire i finanziamenti mancanti per sbloccare i cantieri di Corso Francia. Le istituzioni territoriali e i rappresentanti di categoria attendono ora risposte concrete dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, affinché venga avviato al più presto un tavolo di confronto risolutivo per garantire il completamento dell’opera e la ripresa dei lavori nel minor tempo possibile.