Manifestazione

Studenti esasperati dalla DAD occupano le aule

Ecco sfociare oggi la rabbia dei ragazzi verso una modalità di apprendimento ormai ritenuta insopportabile.

Studenti esasperati dalla DAD occupano le aule
Scuola Torino, 29 Gennaio 2021 ore 09:58

Studenti esasperati dalla DAD occupano le aule e manifestano perché vogliono il ritorno alla normalità. A tal punto rivogliono la scuola tradizionale da arrivare ad occuparne le classi. Proprio così, come in un improvvisato centro sociale autogestito, gli studenti “militanti” hanno occupato questa mattina alcune aule ed avanzano richieste. I motivi scatenanti sono molteplici ma ciò che li unisce è la voglia di riprendersi tutto, anzi molto di più di quello che hanno avuto fino ad oggi. D’altronde, per colpa dei lockdown e della didattica a distanza, il grande rito della contestazione studentesca annuale (contro la riforma della scuola per lo più) non c’è stato. Quindi ecco sfociare oggi la rabbia dei ragazzi verso una modalità ormai ritenuta insopportabile.

A scuola sì ma non così

Fra i più attivi a Torino e provincia il “Kollettivo Studenti Autorganizzati” che ha diramato numerosi comunicati per invitare all’occupazione simbolica di oggi. Al Liceo Alessandro Volta di Torino, ad esempio, a causa di un rientro a scuola non realmente in sicurezza, hanno deciso di occupare l’aula magna. Ecco uno dei loro comunicati postati sulla pagina Fb:

“La nostra speranza è quella di rincontrarci tutti nei nostri luoghi di socialità e crescita. Ma queste condizioni, a nostro avviso, non sono quelle ottimali per poterlo fare al momento. Rinchiuderci in delle galere normative a cui di scuola rimane ben poco, non è un successo da festeggiare ma piuttosto un incentivo per lottare. Consideriamo la didattica a distanza come uno strumento assolutamente emergenziale, adottabile solo in momenti di criticità. Dubitiamo che sia giusto rientrare in queste modalità nelle classi”.

Promozioni più facili

I ragazzi chiedono agevolazioni per la Maturità e per le promozioni. Una sorta di ritorno al famoso e storico “6 politico” che ha caratterizzato la contestazione studentesca degli Anni 70? Questi ragazzini qui sono i figli di quelli che all’epoca vissero quell’esperienza scolastica… Continuano gli studenti:

“E’ il secondo anno scolastico che passiamo in questo modo. Un periodo in cui l’incertezza e la confusione regnano sovrane. Abbiamo solo informazioni dogmatiche e nozionistiche da imparare a memoria e ripetere a pappagallo per ottenere un voto da scrivere sul registro. Non stiamo imparando niente perché chi ha e aveva il dovere di assicurarsi dell’efficienza della scuola ha fallito miseramente. Perché noi dovremmo rispettare gli standard imposti da soggetti non in grado di fare il proprio dovere per meritarci la promozione?”

No all’alternanza scuola-lavoro

I ragazzi chiedono anche di sospendere l’alternanza scuola-lavoro, che non è mai andata particolarmente a genio alla categoria studentesca. Anche perché spesso i ragazzi imparavano poco o niente durante gli stage e venivano impiegati per lavori di risulta. Così continua il comunicato:

“Passa sotto silenzio ormai da troppi mesi il l’assurdità che, i percorsi di Percorsi Competenze Trasversali e Orientamento (Pcto) continuino indisturbatamente in remoto (nella maggior parte dei casi), sottraendo tempo al recupero personale del sapere piuttosto che semplicemente al nostro tempo libero, ormai svuotato di ogni libertà. Inoltre, il raggiungimento del monte ore di alternanza continua ad essere necessario all’accesso all’esame di Quinta, in quanto effettivo criterio d’ammissione. Inaccettabile!
Il 29 gennaio 2021 siamo qua perché non è più possibile restare immobili a guardare lo sfacelo del nostro futuro e del nostro presente. Gli studenti e le studentesse alzano la testa. Tremate!”.

Critiche ai trasporti

I ragazzi si sono poi scagliati contro l’organizzazione dei trasporti pubblici: nel mirino, ovviamente, i bus e i mezzi che portano gli studenti a scuola. Il Governo, d’altronde, ha avuto parecchi mesi per organizzare meglio le autolinee ed aumentare le corse ma il luogo di contagio più rischioso resta il mezzo pubblico affollato. Anche perché qualche… “idiota” senza mascherina si trova sempre, mentre all’interno delle scuole è fatto obbligo distanziamento e uso dei Dpi. Infine, una stilettata sempre al Ministero della Pubblica Istruzione affinché sblocchi i finanziamenti per il mondo della scuola. Provocatorio ma molto diretto e azzeccato lo slogan: “Dateci i soldi!“. Esasperati dalla DAD quindi questi studenti dinamici e attivisti manifestano e, in alcuni casi, occupano simbolicamente le aule.

 

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