Suona la prima campanella per gli studenti piemontesi. Lunedì 14 settembre prende ufficialmente il via l’ anno scolastico 2026/2027 e, in occasione del primo giorno di scuola, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori della Giunta regionale saranno presenti in diversi istituti del territorio per incontrare studenti, insegnanti, dirigenti e personale scolastico.
Primo giorno di scuola in Piemonte: il saluto delle istituzioni
Il calendario scolastico regionale prevede l’inizio della scuola lunedì 14 settembre e la conclusione delle lezioni giovedì 10 giugno 2027 , mentre per le scuole dell’infanzia le attività termineranno mercoledì 30 giugno 2027. Tra le sospensioni previste nel corso dell’anno figurano le festività natalizie e pasquali e la pausa di Carnevale.
«Il primo giorno di scuola è sempre un giorno speciale, per i ragazzi e per le loro famiglie – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni – ma anche per tutto il Piemonte. Dietro ogni campanella che suona ci sono aspettative, emozioni, qualche paura e tanta voglia di ricominciare. La scuola è il luogo in cui i nostri ragazzi crescono, scoprono i propri talenti, imparano a stare insieme e cominciano a immaginare il loro futuro. A loro vogliamo dire di vivere fino in fondo questi anni, con curiosità e coraggio. Agli insegnanti, ai dirigenti, al personale scolastico e alle famiglie va invece il nostro grazie per il lavoro che ogni giorno svolgono al loro fianco. Essere presenti nelle scuole, in territori diversi del Piemonte, è il modo con cui tutta la Giunta regionale vuole augurare personalmente buon anno scolastico alla nostra comunità educativa».
La lettera dell’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni agli studenti
Cari ragazzi,
si ricomincia.Un nuovo anno scolastico è alle porte.
Qualcuno di voi entrerà a scuola felice di ritrovare i propri amici. Qualcuno lo farà con un po’ di agitazione, perché è il primo giorno in una scuola nuova. Qualcun altro, diciamolo, avrebbe fatto volentieri ancora qualche giorno di vacanza.
Davanti a voi ci sono mesi ancora tutti da scrivere. Incontrerete persone nuove, imparerete cose che oggi non conoscete, prenderete bei voti e qualche volta ne arriverà uno che avreste preferito non vedere.
Riderete e discuterete, magari vi annoierete anche. E – chi lo sa – potreste scoprire una passione che oggi non sapete ancora di avere.
Per questo il primo augurio che voglio farvi è: abbiate sogni grandi.
Cercate quello che vi appassiona, provate, fate domande, siate curiosi. E quando qualcosa accenderà davvero il vostro interesse, mettetecela tutta.
È questo il merito in cui credo.
Non una gara per essere migliori degli altri. Ma la voglia di dare il meglio di sé.
Il merito è anche questo: provarci. Sbagliare. Capire dove si è sbagliato e riprovarci ancora. Guardarsi indietro e accorgersi di aver fatto un passo avanti.
Fatelo per voi. Per la persona che volete diventare.
La vostra generazione, poi, sta crescendo in un periodo davvero particolare. Avete tra le mani strumenti che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza: l’intelligenza artificiale è già uno di questi e farà sempre più parte del vostro modo di studiare, lavorare e vivere.
Conoscetela. Usatela. Imparate a sfruttarne le possibilità. Ma una cosa tenetevela stretta: la vostra testa.
Continuate a farvi domande anche quando avete una risposta in pochi secondi. Cercate di capire il perché delle cose. Abbiate le vostre idee, discutetele e, quando serve, abbiate anche l’intelligenza di cambiarle.
E poi c’è una cosa ancora più importante.
Guardate le persone che avete intorno. I vostri compagni, i vostri insegnanti e professori. Il personale scolastico.
La scuola è uno dei pochi luoghi della vita in cui ogni giorno condividete così tanto tempo con persone che non avete scelto voi. Ed è una grande opportunità.
Parlate con il vostro compagno di banco. Conoscete chi è appena arrivato. Fate spazio a chi fa più fatica a inserirsi.
Confrontatevi con chi la pensa diversamente.
E parlate con i vostri insegnanti. Tra qualche anno, quando penserete alla scuola, probabilmente non ricorderete tutti i voti che avete preso. Qualche formula sarà sparita dalla memoria e qualche data studiata per un’interrogazione pure.
Ma le persone, quelle sì, le ricorderete.
Ricorderete un professore che vi ha dato fiducia. Un amico conosciuto tra quei banchi. Una risata durante l’intervallo.
E magari ricorderete proprio questi anni come quelli in cui avete iniziato a capire che cosa volevate fare della vostra vita.
Allora viveteli. Vivete davvero la scuola.
E – soprattutto – continuate a sognare, anche quando raggiungere quel sogno sembrerà difficile.
Perché questo nuovo anno scolastico non è soltanto un altro anno che comincia.
È un altro pezzo della persona che state diventando.
Buon primo giorno di scuola, ragazzi. E buon anno a tutti voi.