mobilitazione nazionale

La protesta "delle tende": gli universitari di Torino contro il caro affitti

Tra le rivendicazione degli studenti un tavolo interministeriale per il diritto allo studio e un equo canone per calmierare gli affitti

La protesta "delle tende": gli universitari di Torino contro il caro affitti
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Torna anche a Torino, come in altre città italiane, la protesta "delle tende". Da lunedì 25 settembre 2023, nel giardino davanti al Campus Einaudi si trovano alcune tende da campeggio montate da decine di studenti che con questa azione chiedono ancora una volta una soluzione al caro affitti.

Mobilitazione nazionale

Si tratta di una mobilitazione di respiro nazionale che ha visto la partecipazione degli studenti in tutte le maggiori città universitarie d'Italia.

I ragazzi ribadiscono che le soluzioni messe in campo dal governo, regione, comune e università non sono sufficienti e la maggior parte degli studenti non riesce a pagare l'affitto e le tasse universitarie.

La situazione a Torino

Secondo manifestanti Torino è esplicativa di questa gravissima situazione: in città sono presenti, tra UniTo e PoliTo, ben 44.000 studenti fuori sede e solamente 2.000 posti in residenze universitarie pubbliche, spesso dislocate dal proprio polo universitario e con importanti problemi all'interno delle strutture stesse.

Gli universitari dichiarano in una nota stampa:

Nella nostra città si vive una vera e propria emergenza, mentre vengono proposte dalle istituzioni espedienti che sembrano curarsi del problema, ma che in verità tutelano unicamente il profitto privato e sono slegati dal reale bisogno degli studenti. La soluzione non può consistere in partneriati con privati come Camplus, studentati di lusso a prezzi inaccessibili o misure come lo Student Housing che favoriscono i proprietari sotto garanzia di Università e Comune. Intanto EdiSu gratta il fondo del barile tirando fuori dal cappello 200 posti dalla foresteria del Lingotto – un nonnulla vista la situazione – e andando a braccetto con Camplus con bandi agevolati subito ritirati che hanno messo in seria difficoltà gli studenti, come nel caso delle palazzine Ex-Moi, mentre non riesce neanche a garantire i posti letto in residenza agli studenti idonei per ISEE.
I fondi del PNRR che dovrebbero servire a gestire l'emergenza abitativa, finiscono sistematicamente nelle tasche dei privati, e quindi non sono destinati a interventi strutturali volti a garantire un tetto sopra la testa agli studenti.

Le tende resteranno montate per una settimana e a quelle del collettivo Cambiare Rotta si aggiungeranno anche quelle dell'Unione giovani universitari.

 

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