La ricerca clinica dell’ASL Città di Torino continua a offrire contributi significativi nel campo della Nefrologia, con studi che approfondiscono i meccanismi delle patologie renali e individuano strategie terapeutiche sempre più efficaci. Due recenti lavori scientifici affrontano aspetti diversi ma complementari: la classificazione delle nefropatie associate alla sindrome da anticorpi antifosfolipidi e la gestione di una grave emergenza metabolica legata all’insufficienza renale acuta. Contributi scientifici che si inseriscono nel solco delle iniziative dedicate alla salute renale, al centro anche della Giornata Mondiale del Rene, che si svolgerà il 12 marzo e che ogni anno richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della ricerca in questo ambito.
Il primo studio
Il primo studio, multicentrico internazionale coordinato dall’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, ha analizzato il coinvolgimento renale nei pazienti affetti da sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS), una patologia autoimmune caratterizzata dalla presenza di anticorpi che favoriscono fenomeni trombotici e possono danneggiare diversi organi, tra cui i reni. Analizzando una coorte di oltre cento pazienti con lesioni renali documentate tramite biopsia, i ricercatori hanno identificato tre distinti sottogruppi clinico-patologici, caratterizzati da differenti alterazioni dei piccoli vasi renali e da prognosi diverse.
Un primo gruppo è risultato associato a microangiopatia trombotica, cioè una malattia che deriva dalla formazione di trombi microvascolari, con andamento clinico più severo; un secondo a vasculopatia proliferativa, cioè una crescita delle cellule intimali dei vasi sanguigni, che porta al loro restringimento, con prognosi intermedia; mentre il terzo, il più numeroso, presentava alterazioni endoteliali associate alla nefrite lupica, cioè una grave infiammazione renale causata dal Lupus Eritematoso Sistemico e un decorso più favorevole. Questa classificazione consente di migliorare la stratificazione del rischio e la personalizzazione del trattamento, contribuendo a una gestione più mirata dei pazienti con nefropatia associata agli anticorpi antifosfolipidi.
Il secondo studio
Un secondo studio, condotto sempre nell’ambito delle strutture dell’ASL Città di Torino, ha invece approfondito una delle complicanze più gravi legate all’insufficienza renale acuta: l’acidosi lattica associata a metformina, farmaco largamente utilizzato nella terapia del diabete. Questa condizione, rara ma potenzialmente fatale, richiede spesso il ricorso alla terapia sostitutiva renale.
Attraverso l’analisi retrospettiva dei casi trattati nell’arco di dieci anni, i ricercatori hanno valutato l’efficacia dell’emodiafiltrazione veno-venosa continua ad alto flusso (CVVHDF), una tecnica di depurazione extracorporea impiegata nei pazienti critici. I risultati mostrano come l’avvio tempestivo della terapia abbia consentito nella maggior parte dei casi la correzione dello squilibrio metabolico e il recupero della funzione renale, con un’elevata percentuale di sopravvivenza. Lo studio ha inoltre dimostrato che l’uso dell’anticoagulazione regionale con citrato può essere impiegato in sicurezza in pazienti selezionati.
Questi risultati confermano il ruolo dell’ASL Città di Torino come polo di riferimento per la ricerca nefrologica, capace di integrare pratica clinica, collaborazione scientifica internazionale e innovazione terapeutica. Un riconoscimento sottolineato anche dalla recente delibera regionale che ha individuato la struttura di Nefrologia e Dialisi e il Centro di Ricerche di Immunopatologia e Documentazione su Malattie Rare (CMID) dell’Ospedale San Giovanni Bosco dell’ASL Città di Torino come Centro di Alta Specializzazione di Riferimento Regionale per le Malattie Nefrologiche, Reumatologiche e Rare, nell’ambito del percorso di sviluppo della rete della ricerca sanitaria e delle progettualità collegate al riconoscimento di nuovi IRCCS in Piemonte.
Curarsi con la ricerca in Piemonte
La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.