Riprendere la guida di un’impresa in difficoltà significa assumersi la responsabilità di decisioni che incidono sulla liquidità, sui rapporti con i creditori e sulla continuità del lavoro. Quando, a una situazione già complessa, si aggiunge un evento imprevisto, la capacità di distinguere le urgenze dalle cause strutturali della crisi diventa determinante. È quanto accaduto a Fabio Splendori nel 2020. Il 1° marzo di quell’anno ha perfezionato un contratto di affitto di rami d’azienda per rilanciare alcune attività già coinvolte in una procedura di crisi. Due di quelle realtà erano state create e sviluppate da lui stesso, prima di essere cedute e, successivamente, entrare in difficoltà sotto la nuova proprietà.
Poche settimane dopo, l’emergenza pandemica ha interrotto il mercato e modificato le condizioni sulle quali si basava il progetto di ripartenza. Da questa esperienza nasce una parte importante del metodo di Fabio Splendori, oggi imprenditore e Founder & Lead Partner di Splendori & Partners: affrontare la crisi d’impresa collegando le decisioni finanziarie alla gestione operativa, all’organizzazione e alle persone.
Una ripartenza interrotta dalla pandemia
Il progetto avviato nel marzo 2020 richiedeva un impegno finanziario significativo. Le attività rilevate dovevano recuperare equilibrio economico e organizzativo, ma il blocco provocato dall’emergenza sanitaria ha reso più difficile sostenere la gestione corrente. Il ricorso alla cassa integrazione, il rallentamento dei pagamenti dei clienti e la rinegoziazione di alcuni contratti a condizioni meno favorevoli hanno inciso sui risultati dell’impresa. I margini si sono annullati e la liquidità ha iniziato a ridursi, mentre continuavano a maturare obblighi fiscali e previdenziali. L’azienda non riusciva più a versare regolarmente imposte e contributi. Il debito accumulato, insieme alla necessità di finanziare l’attività ordinaria, rendeva concreta la prospettiva di una liquidazione giudiziale.
Per Splendori, il problema non consisteva soltanto nel reperire risorse per superare l’emergenza. Occorreva verificare se l’impresa disponesse ancora delle condizioni per proseguire l’attività e costruire un’alternativa sostenibile alla chiusura. Proteggere la continuità aziendale richiedeva quindi di affrontare contemporaneamente tre esigenze: mantenere operativa l’impresa, regolare le esposizioni debitorie e preservare la fiducia dei soggetti coinvolti.
Fabio Splendori e il percorso per evitare la liquidazione
La ricerca di una soluzione si è concentrata sulla costruzione di un piano capace di collegare il trattamento del debito alla prosecuzione dell’attività. È stata avviata una trattativa con l’amministrazione fiscale e l’ente previdenziale. La proposta prevedeva il pagamento parziale e dilazionato delle esposizioni, sostenuto da un piano industriale, dalla continuità dei contratti esistenti, dalla valorizzazione di una parte del business e da un aumento di capitale destinato a migliorare l’equilibrio patrimoniale.
Uno dei due enti ha respinto la proposta. Splendori ha scelto di proseguire davanti al Tribunale, presentando gli elementi economici a sostegno della convenienza del piano rispetto all’ipotesi liquidatoria. Il Tribunale ha omologato l’accordo di ristrutturazione anche in assenza del consenso di uno degli enti creditori, riconoscendo che la soluzione proposta avrebbe consentito al creditore pubblico un risultato più favorevole rispetto alla liquidazione.
L’accordo ha permesso all’azienda di continuare a operare, mantenere i contratti con i clienti e preservare i rapporti di lavoro, prevedendo il rimborso di parte del debito secondo il piano concordato. L’omologazione, tuttavia, non coincideva con la conclusione del percorso di risanamento. Gli impegni assunti richiedevano che l’impresa tornasse a generare risorse sufficienti per sostenere sia la gestione ordinaria sia i pagamenti previsti.
Dopo l’accordo: il risanamento passa dalla gestione quotidiana
Superare il passaggio giudiziario ha creato le condizioni per proseguire l’attività, ma il recupero della sostenibilità dipendeva dalle scelte successive. Il lavoro si è concentrato sulla ricostruzione dei dati economici e finanziari, sul controllo di gestione e sull’individuazione delle attività sulle quali intervenire. Accanto ai numeri, è stato necessario affrontare gli aspetti organizzativi e mantenere il coinvolgimento delle persone.
Durante una delle fasi più critiche, gli interventi hanno prodotto un incremento del 13,5% del margine legato all’attività caratteristica, una crescita del 25,5% del margine complessivo e una riduzione del costo netto dall’1,6% allo 0,9%. Si tratta di risultati riferiti a uno specifico periodo del percorso, non di indicatori che consentano, da soli, di considerare definitivamente concluso il risanamento.
Anche la comunicazione interna ha avuto un ruolo nel processo. Splendori ha condiviso con i collaboratori la situazione dell’azienda, le decisioni intraprese e le ragioni degli interventi. Preservare i rapporti di lavoro e la fiducia delle persone significava mantenere una struttura organizzativa in grado di sostenere i cambiamenti necessari. La continuità dell’impresa dipendeva anche dalla capacità di tradurre il piano in attività quotidiane.
Ridurre il fatturato per migliorare la sostenibilità aziendale
Negli anni successivi, il percorso ha richiesto una scelta commerciale precisa: ridurre il fatturato e concentrarsi su clienti più selezionati e finanziariamente solidi. L’obiettivo era migliorare la qualità economica delle attività, anziché perseguire una crescita dei ricavi che avrebbe potuto aumentare l’esposizione finanziaria e i rischi commerciali. La contrazione del fatturato è stata accompagnata da un miglioramento degli indicatori economici. EBITDA ed EBIT sono più che raddoppiati, mentre l’esposizione verso i fornitori si è ridotta di quasi un terzo.
La gestione ordinaria è tornata a generare flussi di cassa e il patrimonio netto ha registrato un miglioramento, pur rimanendo negativo. Questi risultati descrivono il passaggio dalla gestione dell’emergenza a condizioni di maggiore sostenibilità economica e finanziaria, senza indicare che il risanamento sia definitivamente completato. L’esperienza mette in evidenza un principio che caratterizza l’approccio di Fabio Splendori: il fatturato, da solo, non misura la solidità di un’impresa. Per valutare la sostenibilità delle attività occorre considerare anche marginalità, qualità dei clienti, flussi di cassa e struttura dei costi.
Dall’esperienza imprenditoriale al metodo di Splendori & Partners
La vicenda del 2020 e gli interventi realizzati negli anni successivi hanno contribuito a definire il metodo che Fabio Splendori applica oggi insieme al team multidisciplinare di Splendori & Partners. L’approccio parte dalla comprensione della situazione reale dell’impresa: ricostruire i dati, individuare le cause degli squilibri e distinguere le criticità immediate dai problemi che richiedono cambiamenti più profondi.
Su questa base vengono definite le priorità e riunite le competenze necessarie per affrontare gli aspetti economici, finanziari e organizzativi. Il lavoro non si limita alla predisposizione di un piano: Splendori e il suo team affiancano proprietà e management nell’attuazione degli interventi, verificando che le decisioni siano compatibili con le condizioni operative dell’azienda. L’esperienza diretta ha mostrato anche che il superamento della fase più grave non elimina la necessità di monitorare gli equilibri raggiunti. Nuove tensioni di liquidità possono rendere più complesso rispettare gli impegni assunti e richiedere ulteriori confronti con i creditori.
Nel percorso descritto, Splendori ha continuato a documentare l’evoluzione della situazione aziendale e a confrontarsi con gli enti coinvolti, con il supporto dei consulenti legali. È da questa combinazione di analisi, decisioni operative e attenzione alla continuità aziendale che prende forma il metodo di Splendori & Partners: costruire interventi sulle condizioni concrete della singola impresa e accompagnarne l’attuazione anche dopo il superamento dell’emergenza. Per approfondire il metodo di Fabio Splendori e scoprire come Splendori & Partners affianca le imprese nei percorsi di riorganizzazione e risanamento aziendale, visita il sito ufficiale di Splendori & Partners.