Attività legislativa

Semplifica Piemonte approda in Aula per ridurre la burocrazia regionale

Avviato l’iter del disegno di legge in Consiglio per tagliare i costi amministrativi

Semplifica Piemonte approda in Aula per ridurre la burocrazia regionale

Nella giornata di martedì 23 giugno 2026 ha preso il via in Consiglio regionale l’iter del disegno di legge numero 134 in materia di semplificazione e innovazione. L’obiettivo del provvedimento è definire un’amministrazione più semplice, accessibile e affidabile al servizio di enti locali, cittadini e imprese.

Ad aprire il dibattito nell’assemblea sono stati i relatori della normativa. Per la maggioranza, la consigliera Marina Bordese (FdI) e il consigliere Silvio Magliano (Lista Cirio) hanno ricordato come “questo disegno di legge nasce dall’esigenza di rafforzare in modo strutturale la capacità della Regione Piemonte di operare in un contesto normativo sempre più complesso, rispondendo alla crescente domanda di semplificazione proveniente da cittadini, imprese, enti locali e Terzo settore. Non si tratta soltanto di ridurre gli adempimenti, ma di migliorare complessivamente la qualità dell’azione pubblica, rendendola più chiara, tempestiva e affidabile. In questo quadro, la semplificazione normativa e amministrativa, insieme all’innovazione organizzativa e tecnologica, rappresentano leve strategiche fondamentali per accrescere l’efficacia delle politiche pubbliche, sostenere lo sviluppo dei territori e rafforzare la fiducia nelle istituzioni”.

Le posizioni e i rilievi dei rappresentanti delle opposizioni

Per le opposizioni, la consigliera Gianna Pentenero (Pd) ha anticipato la presentazione di emendamenti “con l’obiettivo di migliorare ulteriormente il testo, all’interno di un percorso lungo e articolato che ha visto il significativo coinvolgimento della struttura regionale. È stato un lavoro importante, frutto di confronto e approfondimento. Ora sarà fondamentale comprendere come la Giunta darà attuazione a questa legge in caso di approvazione”.

Più critico l’esponente politico Alberto Unia (M5S), il quale parla di “un testo che presenta alcune lacune che non possono ignorare. Manca anzitutto la definizione di indicatori chiari e credibili che consentano di misurare concretamente l’impatto della riforma. Prima di prevedere la realizzazione di nuovi portali, riteniamo indispensabile avere un quadro preciso di ciò che già esiste, attraverso una seria mappatura dei processi e degli strumenti attualmente in uso”.

I tre principi della riforma illustrati dalla Giunta

In discussione generale per la Giunta, l’assessore Gianluca Vignale ha evidenziato che “la stesura del testo è frutto di un confronto ampio e concreto, nella consapevolezza che ‘Semplifica Piemonte’ coinvolge una pluralità di attori e richiede responsabilità condivisa. L’obiettivo è costruire strumenti utili per enti locali, cittadini e imprese, attraverso procedure più chiare e uniformi. La riforma segna un cambio di passo nel rapporto tra pubblica amministrazione e utenti, fondandosi su tre principi: stop alla duplicazione dei documenti, riduzione della burocrazia e un’alleanza tra Regione, enti locali e cittadini, per un’amministrazione più collaborativa capace di accompagnare l’utente nella regolarizzazione delle pratiche e nel completamento della documentazione, secondo il principio del soccorso istruttorio”.

Infine, il consigliere Roberto Ravello (FdI) ha sottolineato che “si tratta di un provvedimento destinato a ridurre concretamente il peso della burocrazia anche in termini economici. Semplifica Piemonte interviene in modo diretto per superare frammentazioni e criticità del sistema, introducendo anche strumenti innovativi come una disciplina sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il suo obiettivo è chiaro: trasformare la burocrazia da costo a vero e proprio asset di sviluppo. Perché la buona politica non si misura dal numero delle leggi approvate, ma dalla loro capacità di produrre efficienza e risultati concreti”.

Fino a questo momento sono stati approvati a maggioranza otto dei venti articoli complessivi, senza la partecipazione al voto dei rappresentanti delle opposizioni. L’esame del provvedimento proseguirà nella prossima seduta dell’Aula.