Il Green Deal elaborato da Bruxelles nella scorsa legislatura a guida delle sinistre si è rivelato un progetto dannoso per le nazioni della UE. Con queste parole il co-presidente del gruppo dei Conservatori al Parlamento Europeo (ECR), Nicola Procaccini, ha criticato le politiche ambientali comunitarie durante la presentazione del suo ultimo saggio, intitolato “L’ecologia dei conservatori”. L’appuntamento editoriale si è svolto nel pomeriggio di sabato 16 maggio 2026 a Torino, all’interno del programma ufficiale del Salone del Libro.
Al dibattito sul palco torinese hanno preso parte, insieme all’autore della pubblicazione, anche il direttore del quotidiano La Stampa, Andrea Malaguti, e il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone. Il volume, che approfondisce la visione ambientale della destra istituzionale, presenta l’introduzione firmata dal Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni.
La critica alle politiche di Bruxelles
L’esponente politico di Fratelli d’Italia, che ricopre inoltre l’incarico di responsabile del dipartimento Ambiente ed Energia del proprio partito, ha espresso un giudizio severo sulle direttive europee approvate negli ultimi anni. Secondo l’analisi del parlamentare europeo, la strategia di transizione ecologica è un progetto di ingegneria sociale, impregnato di cieca furia ideologica, avvolto da opachi risvolti economici con delle punte persino grottesche.
L’affondo principale del rappresentante dei Conservatori si è concentrato sulle radici culturali che, a suo avviso, muovono l’attuale impianto normativo dell’Unione Europea in materia di sostenibilità. “È come se gli orfani dell’ideologia comunista, uscita sconfitta dalla storia alla fine del ventesimo secolo, avessero rielaborato il lutto coniando una nuova ideologia capace di influenzare l’inizio del ventunesimo: l’ambientalismo“, ha dichiarato l’autore durante il confronto con i giornalisti e gli amministratori locali.