Consiglio regionale del Piemonte

Quarta linea del termovalorizzatore del Gerbido

Audizione in Commissione Ambiente

Quarta linea del termovalorizzatore del Gerbido

Consiglio regionale del Piemonte: in Commissione Ambiente, presieduta da Sergio Bartoli, si è svolta l’audizione sul progetto per l’ampliamento dell’impianto di incenerimento dei rifiuti del Gerbido a Torino.
All’audizione, richiesta dalla consigliera Alice Ravinale (Avs), hanno partecipato Paolo Foietta, Federica Canuto e Palma Urso per l’Autorità Rifiuti Piemonte, e le professoresse del Politecnico di Torino Maria Chiara Zanetti e Deborah Panepinto. Presente l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati.
L’Autorità, avvalendosi del supporto del Politecnico, ha approvato criteri tecnici di progettazione e di sostenibilità ambientale da dare alla società di gestione per redigere il progetto per la realizzazione della quarta linea di incenerimento dell’impianto del Gerbido, attualmente gestito da Trm.
La quarta linea sarà operativa nel 2031 e dovrà contribuire a far fronte al conferimento dei rifiuti urbani, residuali rispetto alla raccolta differenziata, di tutte le province del Piemonte (oggi l’inceneritore serve soltanto le aree della città metropolitana di Torino), arrivando a trattare 240.000-280.000 tonnellate di rifiuti all’anno. La nuova linea dovrà essere fisicamente separata per garantire, nella fase di cantiere, la continuità di servizio delle altre tre attualmente in esercizio.
Grazie alle tecniche di recupero energetico messe in atto il calore prodotto dall’impianto viene riutilizzato per ampliare la rete del teleriscaldamento. Il modello tariffario che verrà applicato dovrebbe il meno costoso.
In Commissione si è parlato anche dello studio di fattibilità per organizzare lo scalo ferroviario di Orbassano in modo che possa ricevere i rifiuti che provengono da distanza superiori ai 60 chilometri e delle compensazioni ambientali per i sei Comuni della zona coinvolti: Beinasco, Grugliasco, Rivoli, Rivalta, Orbassano e Torino.
Al termine della sua esposizione il presidente Foietta ha però evidenziato che “negli ultimi anni, a differenza delle previsioni, la produzione di rifiuti indifferenziati pro-capite è aumentata (siamo a 162 chili a testa e dovremmo arrivare a 116): potremmo rischiare quindi che l’inceneritore che stiamo progettando non sia sufficiente, per questo è assolutamente necessario organizzare una raccolta differenziata migliore”.
Per porre alcune domande, in particolare sulle emissioni dei fumi e sui filtri utilizzati nell’impianto, sono intervenuti i consiglieri: Alberto Unia (M5s), Alice Ravinale (Avs), Nadia Conticelli (Pd).