Sanità piemontese

Politiche sanitarie e gestione del territorio: il punto in Commissione Regionale

Focus sul ruolo strategico dei coordinatori infermieristici e sulle criticità legate alla fauna selvatica nel confronto tra istituzioni e associazioni

Politiche sanitarie e gestione del territorio: il punto in Commissione Regionale

Lunedì 04 maggio 2026, la Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte, sotto la presidenza di Luigi Icardi, ha ospitato due sessioni di audizione per approfondire tematiche legate all’organizzazione del personale sanitario e alla gestione delle emergenze ambientali sul territorio.

Il ruolo del coordinatore infermieristico tra innovazione e criticità

Nel corso della prima seduta sono intervenuti i vertici dell’Associazione tecnico scientifica Coordinamento nazionale Caposala coordinatori (Cnc). La presidente Silvia Baggiani e la segretaria Monica Fulvia Barberis hanno illustrato l’operato di questo profilo professionale, descritto come il fulcro dell’integrazione tra competenze cliniche e gestionali. Le esponenti hanno però segnalato una marcata carenza di valorizzazione contrattuale e professionale, sottolineando come la mancanza di incentivi spinga molti operatori verso altri settori o mansioni di supporto.

“Dovremmo essere considerati pari ai primari per le responsabilità comuni – hanno affermato le rappresentanti del Cnc – invece siamo spesso trattati da capri espiatori, con grandi responsabilità ma senza adeguati incentivi”. Secondo la delegazione, tale situazione penalizza la sanità pubblica, obiettivo primario del Coordinamento che, nato nel 1984, sta espandendo la propria rete in Piemonte con nuove sedi previste ad Asti e progetti nell’area di Torino. Al dibattito hanno partecipato i consiglieri Marco Protopapa, Domenico Ravetti e Davide Buzzi Langhi.

Gestione della fauna selvatica e protocolli per la peste suina

Il secondo momento di confronto ha visto protagonista il Tavolo Animali & Ambiente, focalizzato su tematiche sensibili quali la proliferazione dei cinghiali, la diffusione della peste suina africana (PSA) e la presenza dei lupi. Marco Francone (Lav) si è espresso contro gli abbattimenti dei colombi, suggerendo l’adozione di metodi incruenti e la revisione delle direttive regionali vigenti dal 2008.

In merito alla popolazione dei predatori, Anna Cristina Parruchon (Leal) ha stimato la presenza di circa 400 esemplari di lupo sul territorio piemontese, avvertendo che la frammentazione dei branchi può generare instabilità biologica. Riguardo alla PSA, la portavoce ha evidenziato che la responsabilità dei contagi negli allevamenti sarebbe spesso riconducibile al mancato rispetto delle norme igieniche da parte del personale tecnico piuttosto che alla fauna selvatica.

Risposte istituzionali e adempimenti normativi nazionali

Al termine degli interventi, a cui hanno preso parte anche Sarah Disabato e Nadia Conticelli, il presidente Icardi ha confermato il trasferimento degli atti all’Assessorato all’Agricoltura. In merito alla gestione dell’emergenza epidemica animale, è stato ribadito che la Regione Piemonte deve operare nel solco delle disposizioni nazionali stabilite dal commissario straordinario e delle direttive sovranazionali.