Lunedì 16 marzo 2026, il Consiglio comunale di Torino, ha approvato con 24 voti favorevoli e 4 contrari il progetto preliminare del Piano nuovo Regolatore. Prima dell’approvazione finale, si aprirà nei prossimi mesi una fase di ascolto della popolazione.
Russi, M5S: “Le città non devono solo evitare il consumo di suolo, ma aumentare il verde”
Sulla questione è intervenuto il capogruppo del Movimento 5 Stelle di Torino in Consiglio comunale, Andrea Russi:
“Sul nuovo Piano regolatore abbiamo espresso una posizione molto critica perché non affronta i nodi veri della città. Torino oggi ha davanti questioni molto concrete: lavoro, emergenza casa, crisi sociale e transizione ambientale. Eppure una parte importante dell’impostazione urbanistica sembra muoversi soprattutto nella direzione della valorizzazione immobiliare, con un modello che rischia di avvicinarsi a quello che abbiamo visto affermarsi a Milano.
Il tema dell’abitare è uno degli esempi più evidenti. A Torino convivono decine di migliaia di case vuote e una crescente emergenza abitativa. In questo quadro il riutilizzo del patrimonio abitativo esistente resta poco centrale, mentre una parte della trasformazione urbana continua a ruotare attorno a nuova edificabilità e nuove operazioni immobiliari.
C’è poi il tema del futuro produttivo della città. Torino attraversa una fase molto delicata della sua storia industriale, con il ridimensionamento delle grandi aree produttive e il futuro di Mirafiori ancora incerto. In questo contesto l’unico settore indicato chiaramente come direttrice di sviluppo è quello aerospaziale, sempre più collegato anche alle dinamiche della difesa e dell’economia duale. È una scelta che pone una questione politica molto seria sul modello produttivo della città.
A questo si aggiunge la questione ambientale: oggi le città non devono solo evitare il consumo di suolo, ma aumentare il verde e rafforzare gli ecosistemi urbani. Alcune scelte contenute nel piano vanno invece nella direzione opposta.