Troppi morti, letti vuoti e bilanci a rischio

Pazienti decimati dal Covid nelle Rsa: il sistema rischia di saltare

L'esponente del Pd Monica Canalis punta il dito contro la gestione della Regione Piemonte: ogni tre letti occupati ce n'è uno vuoto e in lista d'attesa ci sono migliaia di anziani.

Pazienti decimati dal Covid nelle Rsa: il sistema rischia di saltare
Politica Torino, 08 Febbraio 2021 ore 11:34
Sistema Rsa e pazienti decimati dalla strage dovuta al Covid. Ben 8.000 i posti vuoti sui 30.000 totali disponibili. Dati allarmanti che rischiano di mettere in crisi l’intero sistema delle Residenze sanitarie assistite. I troppi morti per Covid hanno quindi “svuotato” le Rsa con la conseguenza che, ad oggi, ogni tre letti occupati ce n’è uno vuoto. E il trend potrebbe non essere ancora giunto al termine.

L’atto d’accusa della Canalis

Lo ha detto senza mezzi termini l’esponente del Pd Monica Canalis con un lungo e dettagliato post su Facebook. Ad oggi ci sono esattamente 7.904 posti vuoti: così il sistema salta, è l’allarme della consigliera regionale 40enne nata a Pinerolo. Ecco parte del suo ragionamento:
“La verità è venuta a galla: nelle 516 Rsa del Piemonte, su 29.964 posti letto autorizzati, ci sono 7.904 posti vuoti (dati aggiornati al 1 febbraio 2021, ndr). Un dato crudo e drammatico, di cui eravamo tenuti all’oscuro nonostante le numerose richieste fatte in questi mesi dai gruppi di minoranza alla Giunta Cirio. Il dato è contenuto nel file excel inviato all’Osservatorio sulle Rsa e la Giunta Regionale ha ritenuto di non condividerlo con le forze politiche. Si tratta di un fatto gravissimo che mette in luce la colpevole reticenza, al limite dell’omertà, e rende evidente che le Rsa sono sull’orlo del collasso. Da mesi ripetiamo che senza nuovi inserimenti le strutture saranno costrette a chiudere. I ristori approvati il 20 gennaio dalla maggioranza sono, infatti, un debole palliativo se le strutture non riprendono a lavorare a pieno regime”.

Il sistema rischia di saltare

D’altronde potevamo aspettarcelo: la gran parte dei decessi per Covid hanno falcidiato la popolazione italiana Over70, con particolare recrudescenza nelle case di riposo e nelle Residenze sanitarie assistite. Tutti morti che hanno lasciato il loro posto-letto libero: sarà anche triste dirlo, ma è un dato di fatto innegabile. Ora le singole Rsa si ritrovano a fare i conti di bilancio con dei “meno” preoccupanti: meno pazienti ospiti vuol dire meno soldi incassati dalle rette… Facile tirare le conclusioni: il sistema rischia di saltare per motivi economici. La Regione Piemonte, per la verità, ha anche stanziato un bel gruzzolo per far fronte a questi problemi. Ma, secondo il Pd, non è abbastanza. Anche perché non è che manchino gli anziani disposti al ricovero, anzi: le famiglie con parenti in lista d’attesaper essere… “accolti” in Rsa sarebbero migliaia.

Se 20 milioni di euro son pochi

La Canalis affronta il problema senza mezzi termini e attacca la politica del welfare messa in atto dalla Giunta regionale:
“Perché le Asl piemontesi non stanno attivando nuovi inserimenti in convenzione? I 19,5 milioni di euro approvati come ristoro sull’esercizio 2020, sono ben poca cosa rispetto agli effettivi risparmi.
I mancati inserimenti, in convenzione e non, sono un grave danno per le decine di migliaia di famiglie piemontesi in lista d’attesa (sono circa 30.000) e la Giunta Cirio non può utilizzare l’ingente risparmio del 2020 per finalità diverse dall’abbattimento delle liste d’attesa o dalla messa in sicurezza delle strutture che devono accogliere gli anziani. Soprattutto in una Regione in cui un quarto della popolazione ha più di 65 anni”.
Grossi problemi dunque per il sistema delle Rsa messo alla prova dai pazienti decimati causa Covid.
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