“Nessun taglio ma una redistribuzione razionale delle risorse per agire meglio e più rapidamente”.
Con queste parole l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ha risposto alle interrogazioni presentate in Consiglio regionale sul futuro del servizio di emergenza-urgenza 118 in Piemonte.
Il confronto si è svolto martedì 6 maggio 2026 durante il question time del Consiglio regionale e ha riguardato in particolare i territori di Alba, Bra e Valle Tanaro, dove amministratori locali e opposizioni hanno espresso preoccupazione per la riorganizzazione del sistema di emergenza sanitaria.
Le preoccupazioni dei territori montani
La consigliera regionale Giulia Marro ha richiamato le critiche espresse da Uncem Piemonte, che nelle scorse settimane aveva parlato di “tagli mascherati da riorganizzazione”.
Secondo Marro, il rischio sarebbe quello di aumentare le distanze tra cittadini e servizi sanitari, soprattutto nelle aree interne e montane caratterizzate da una popolazione spesso anziana. La consigliera ha inoltre sottolineato possibili effetti sulla sicurezza sanitaria e sul fenomeno dello spopolamento.
Nel corso dell’intervento è stato contestato anche il metodo adottato per la riorganizzazione, con territori “informati a decisioni già assunte”. Marro ha quindi chiesto chiarimenti sull’origine delle scelte, domandando se si tratti di indirizzi politici della Regione o di decisioni operative assunte dai direttori generali delle Asl e di Azienda Zero.
L’allarme su Alba, Bra e Garessio
Anche il consigliere regionale Mauro Calderoni ha parlato di “forte preoccupazione” rispetto alle possibili modifiche organizzative nei distretti sanitari di Alba e Bra.
Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione della Valle Tanaro, dove i sindaci del territorio hanno chiesto il mantenimento e il potenziamento del presidio sanitario di Garessio.
Calderoni ha chiesto chiarimenti sulla riduzione della presenza medica e sulle misure che la Regione intende adottare per garantire la copertura del servizio e la sicurezza dei cittadini nelle aree periferiche.
La risposta della Regione Piemonte
Nel corso della seduta, Riboldi ha ribadito che la riorganizzazione del sistema non comporterà riduzioni del servizio, ma una revisione del modello operativo con l’obiettivo di migliorare continuità, sicurezza e qualità degli interventi.
L’assessore ha annunciato che martedì 6 maggio si sarebbe tenuta una riunione della Conferenza dei Sindaci dell’Asl CN2 all’ospedale di Ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno, alla presenza di Azienda Zero, mentre un confronto analogo verrà organizzato anche per la Valle Tanaro.
Secondo Riboldi, la revisione punta a garantire maggiore “appropriatezza dell’intervento” e tempi di risposta più rapidi nei casi più complessi.
Auto medica a Verduno dal 16 maggio
Uno dei principali cambiamenti annunciati riguarda il territorio di Alba e Bra. Dal 16 maggio 2026 sarà infatti attivata presso il DEA dell’ospedale di Verduno un’auto medica con medico e infermiere a bordo.
Il nuovo mezzo verrà integrato ai mezzi infermieristici già presenti sul territorio, con l’obiettivo di concentrare le risorse mediche sugli interventi più complessi. Prevista anche una maggiore integrazione con l’elisoccorso e con gli altri mezzi di emergenza già operativi nell’area.
L’assessore ha inoltre annunciato l’assunzione di nuovi medici destinati al servizio 118 della provincia di Cuneo.
Valle Tanaro, presidio spostato da Garessio a Ceva
Per quanto riguarda la Valle Tanaro, Riboldi ha spiegato che la presenza medica diurna festiva è stata trasferita da Garessio a Ceva, località ritenuta più strategica dal punto di vista logistico. Secondo la Regione, il ricorso all’elisoccorso dovrebbe consentire una riduzione dei tempi di intervento nelle aree periferiche, in particolare in Alta Langa e in Val Tanaro. L’assessore ha comunque assicurato che il confronto con amministratori locali e sindaci proseguirà nei prossimi incontri istituzionali.
Le altre interrogazioni discusse in Consiglio
Durante il question time sono state affrontate anche altre interrogazioni relative a sanità, industria e infrastrutture.
Tra i temi discussi:
- il futuro del Day Surgery multispecialistico dell’ospedale San Giacomo di Novi Ligure;
- la situazione dello stabilimento Hanon System di Pinerolo e il comparto automotive;
- la localizzazione del Tav Avigliana-Orbassano;
- il potenziamento dei servizi sanitari dell’ospedale di Tortona;
- le misure contro le aggressioni al personale sanitario;
- la programmazione delle aree interne piemontesi;
- gli abbattimenti di piccioni tra Caselle Torinese e Borgaro Torinese;
- il futuro degli stabilimenti ex-Ilva piemontesi.
Il tema del 118, però, resta uno dei più sensibili per il territorio piemontese, soprattutto nelle aree montane e periferiche dove tempi di intervento e presenza dei presidi sanitari continuano a rappresentare un nodo centrale del dibattito politico e amministrativo.