"Becera propaganda"

Ira della Appendino contro la Giunta Cirio: “Sull’aborto il diritto di scelta non si tocca”

"Ci batteremo in ogni sede affinché la tutela delle donne e il loro diritto all'autodeterminazione vengano rispettati".

Ira della Appendino contro la Giunta Cirio: “Sull’aborto il diritto di scelta non si tocca”
Torino, 17 Settembre 2020 ore 12:21

Nuovo passaggio politico nella querelle che vede al centro la pillola abortiva e le modalità di fruirne in Piemonte. Dopo il guanto di sfida lanciato al Governo da parte della Giunta Cirio, intenzionata a revocare la possibilità di fruire della Ru486 tramite consultori e day hospital – rendendo il ricovero obbligatorio – scende in campo la sindaca torinese che affronta la presidenza di centrodestra di Regione Piemonte a viso aperto: “Sull’aborto il diritto di scelta non si tocca”.

La proposta della Giunta Cirio sulla pillola abortiva

Maurizio Marrone – esponente di Fratelli d’Italia nella giunta regionale presieduta da Alberto Cirio – leva gli scudi contro la direzione intrapresa dal ministero della Salute che il 12 agosto 2020 ha emanato una circolare di aggiornamento delle “Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine”. Le nuove Linee di indirizzo, che aggiornano quelle del 24 giugno 2010, sono passate al vaglio del Consiglio Superiore di Sanità (Css) che il 4 agosto scorso ha espresso parere favorevole al ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico con le seguenti modalità:

  • fino a 63 giorni pari a 9 settimane compiute di età gestazionale;
  • presso strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate, funzionalmente collegate all’ospedale ed autorizzate dalla Regione, nonché consultori, oppure day hospital.

La Giunta Cirio non ci sta e attraverso l’onorevole Marrone è pronta a dare battaglia negando la somministrazione della pillola nei consultori e stop alla distribuzione in Day Hospital al termine dell’emergenza Covid. Chiunque voglia fruire del diritto di aborto in Piemonte sarà dunque obbligato al ricovero, nelle volontà dell’attuale giunta di Centrodestra. E’ stata già mobilitata l’Avvocatura. Si inasprisce ulteriormente la frattura tra Roma e Piemonte.

Dura reazione della sindaca Appendino

Ma a stretto giro è arrivata la dura reazione contro la proposta dell Giunta Cirio della sindaca di Torino Chiara Appendino, intenzionata a dare battaglia:

“Non è la prima volta che qualche esponente politico decide di fare la sua becera propaganda sul corpo delle donne, entrando a gamba tesa sui temi dell’interruzione volontaria di gravidanza e delle sue modalità. In questo caso la manifestazione di ignoranza è arrivata dal gruppo di Fratelli d’Italia, tramite l’assessore della Regione Piemonte, Maurizio Marrone. Vorrei addirittura evitare di dargli visibilità, se non fosse che simili posizioni, in passato, hanno letteralmente distrutto l’esistenza di migliaia di famiglie e di donne. Quindi lo dico in maniera molto chiara: sull’aborto, il diritto di scelta non si tocca. Fermo restando che quanto dichiarato sino ad ora dall’Assessore dimostra una totale ignoranza tecnica sul tema, ci batteremo in ogni sede affinché la tutela delle donne e il loro diritto all’autodeterminazione vengano rispettati.”

 

Nota di Regione Piemonte

Nelle scorse ore Regione Piemonte ha diffuso una nota sull’argomento:

“In merito alle polemiche sull’utilizzo della pillola abortiva Ru486 in Day hospital, la Sanità del Piemonte non ha preso, al momento, alcuna decisione. L’assessore regionale agli Affari legali sta verificando con l’Avvocatura regionale eventuali profili di illegittimità del provvedimento del Ministero della Salute rispetto alle disposizioni della Legge 194, in quanto sarebbero emerse delle criticità. L’argomento non è ancora approdato al tavolo della Giunta regionale, né è stato oggetto di valutazioni etiche da parte dell’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, che attende di conoscere il quadro completo degli approfondimenti legali in corso.”

 

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