Nessuna alleanza

A livello nazionale sono i 5 stelle a non volere i dem, a Torino invece è il Pd a dire no ad Appendino

Nulla ha potuto l'apertura della sindaca Chiara Appendino; l'appello del premier Conte cade nel vuoto nella città sabauda.

A livello nazionale sono i 5 stelle a non volere i dem, a Torino invece è il Pd a dire no ad Appendino
Torino, 20 Agosto 2020 ore 13:06

Torino va controcorrente: se a livello nazionale il segretario Nicola Zingaretti (ma pure il premier Giuseppe Conte) caldeggia la possibilità di consolidare anche a livello locale alleanze tra il Movimento 5 Stelle e i dem, a Torino è il Pd a storcere il naso, nonostante l’apertura della sindaca pentastellata Chiara Appendino.

L’alleanza giallorossa non piace ai dem torinesi

Il segretario dei dem piemontesi Paolo Furia blocca la via dell’alleanza tra il M5S e il Pd in vista delle prossime Comunali nel 2021. Nessuno spazio per un’alleanza perché ogni territorio necessita la propria ricetta; insomma il dialogo con gli alleati di governo resta aperto, ma l’ipotesi di una compagine giallorossa viene rispedita al mittente dal Pd.

Apertura della sindaca Appendino

Diversa la reazione della sindaca torinese Chiara Appendino, che sulla scia delle parole del premier, aveva aperto ad un’alleanza con i Dem. Ipotesi che ha fatto storcere il naso alla frangia torinese del partito, mentre è risultata meno indigesta all’ala più dialogante del Pd.

Torino “balla da sola”

Il nocciolo del discorso portato avanti dai Dem torinesi è che i Comuni sarebbero una realtà differente rispetto allo scenario nazionale. I contrari all’alleanza con i pentastellati per Torino riconoscono la necessità di intese nazionali di ampio raggio, ma rivendicano l’opportunità di un’identità politica all’interno delle giunte cittadine. E mentre fioriscono nel Paese alleanze giallorosse la sinistra torinese si mostra intenzionata a tenere il punto come ha ribadito il deputato Davide Gariglio, che ha spiegato di essere favorevole in linea generale alle intese sui territori, ma risulta impossibile non prendere in considerazione il “caso Torino”. Troppo aspra, infatti, sarebbe stata la battaglia tra Pd e M5S per potere pensare ora a possibili fusioni, ponendo l’accento sulla visione agli antipodi dello sviluppo e del governo della città. Insomma per i Dem torinesi si balla da soli. 

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