Regione Piemonte

Gioco d'azzardo: nuove restrizioni per un settore già al collasso?

Hanno esposto le loro ragioni i ricercatori di Eurispes, la Cgia di Mestre e l'Ordine dei Medici e Psicologi. Preoccupa l'aspetto dei posti di lavoro.

Gioco d'azzardo: nuove restrizioni per un settore già al collasso?
Politica Torino, 17 Giugno 2021 ore 11:16

Gioco d'azzardo, continuano le audizioni in Regione Piemonte per capire se le normative vigenti siano abbastanza o se bisogna introdurre nuove restrizioni per i gestori del settore.

Le ragioni delle sale gioco legali

In Consiglio regionale hanno già parlato, esponendo le proprie ragioni, i rappresentanti di categoria che hanno spiegato numeri alla mano come il gioco legalizzato abbia tolto miliardi di euro alle mafie (riciclaggio) creando posti di lavoro e virtuoso indotto economico. Senza contare i ricavi che lo Stato (con le tasse) introita grazie alle sale gioco. Certo non va sottovalutato il risvolto del rischio-ludopatia: soprattutto le slot-machines creano una dipendenza psicologica difficile da gestire. Ma non tutti i giocatori trovano divertente buttare il proprio denaro nelle cosiddette "mangia-soldi". C'è chi gioca con giudizio e si trattiene, chi preferisce un torneo di poker, chi vuole scommettere sulle partite tipo schedina... Vietare tutto per tutti non sembra insomma la scelta più ragionevole.

Sia come sia, questa settimana prevede la seconda seduta di Commissioni congiunte dedicata al Ddl sul contrasto al gioco d’azzardo, presieduta da Alessandro Stecco, con gli interventi di Cgia di Mestre, Eurispes, Sindacati confederali, Ordine dei Medici e Psicologi.

Parlano gli esperti dati alla mano

Così Daniele Nicolai, della Cgia:

“I minori incassi hanno determinato una riduzione del gettito per le casse piemontesi e importanti ricadute occupazionali. Stimiamo una perdita annua per l’erario pari a circa 163 milioni di euro, che sale sino a 200 milioni se si calcola anche il conseguente mancato gettito dovuto al minor fatturato per le aziende del settore. Nel periodo 2016-2019 si è avuto un pesante ridimensionamento dell’occupazione, con 1.700 addetti persi cui vanno aggiunti altri 600 per l’incremento di tassazione sul settore. Ci sono 1.800 lavoratori la cui occupazione è messa in serio pericolo. Per quanto riguarda il gioco illecito, riscontriamo un aumento delle irregolarità”.

Un quadro preoccupante condiviso anche da Antonio Rinaudo, direttore di Eurispes Piemonte e Val d'Aosta, che ha presentato i dati raccolti nel 2019:

“Il nostro osservatorio giochi, legalità e patologie ha preso in esame gli effetti della legge del 2016 che possono riassumersi in: offerta del gioco legale tagliata dell’80%, 5.200 posti di lavoro in meno, assist al gioco illegale, inefficacia degli strumenti per limitare la ludopatia”.

Da rivedere anche il cosiddetto "distanziometro" ovvero obbligare le sale gioco ad aprire solo in zone periferiche (comunque lontane da scuole, chiese o bancomat) che sembra un escamotage inutile:

"Ribadiamo la totale assenza di efficacia del distanziometro. L’11,5% dei giocatori problematici preferisce giocare lontano da casa, contro il 2,5% di quelli saltuari, e l'11% dei problematici che ha una predilezione per gli esercizi che garantiscono maggior privacy, rispetto all’1,5% dei saltuari".

Meno malati di gioco patologico

I rappresentanti degli Ordini dei Medici e Psicologici hanno posto particolare attenzione alle ricadute sanitarie e sociali del gioco d’azzardo. Ridurre l’offerta di gioco è salutare. Diversi esercenti hanno detto di essersi sentiti sollevati dopo aver tolto le macchinette, anche se hanno avuto minori incassi. C’è stata una riduzione del 20% dei soggetti in cura per questa patologia. Infine i sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil si sono soffermati sugli aspetti medico-sociali e su quelli occupazionali: “I volumi di gioco sono diminuiti - hanno detto i sindacalisti - ma ci vuole un forte intervento di prevenzione verso le categorie fragili. Se è vero che l’occupazione si è ridotta, apriamo un tavolo con le organizzazioni di categoria con numeri certi e individuiamo gli strumenti di sostegno e riqualificazione del personale, prima dello sblocco dei licenziamenti”.

Resterà da vedere quindi se la Regione deciderà nuove restrizioni sul gioco d'azzardo.