Mercoledì 1 luglio 2026, presso la sede di Palazzo Nuovo, la sesta Commissione regionale si è espressa con parere favorevole a maggioranza sui criteri del bando Edisu. Il provvedimento stabilisce le modalità per l’assegnazione delle borse di studio universitari e degli altri benefici per l’anno accademico 2026-2027. La seduta è stata guidata dalla presidente dell’organo consiliare Paola Antonetto, che ha coordinato i lavori focalizzati sul supporto alla popolazione studentesca.
L’esponente della giunta con delega all’Istruzione, Daniela Cameroni, ha illustrato il testo programmatico confermando il mantenimento delle risorse economiche destinate alla misura. “Sul diritto allo studio universitario la Regione Piemonte non metterà un euro di meno rispetto allo scorso anno”, ha dichiarato la rappresentante dell’esecutivo. Nel precedente anno accademico l’ente ha garantito un aiuto a circa 21 mila frequentanti attraverso l’erogazione di sussidi e servizi dedicati, grazie a un investimento complessivo superiore ai 120 milioni di euro.
Le risorse finanziarie e le novità per gli studenti
Per la prossima annualità la dotazione di partenza si attesta a oltre 92 milioni di euro, importo che beneficerà di successive integrazioni derivanti dal Fondo Sociale Europeo Plus, dal Fondo regionale disabili e da ulteriori stanziamenti statali. L’attuale copertura economica risulta composta da 18 milioni di euro provenienti dalla tassa regionale, 34 milioni di risorse dirette dell’ente, 40 milioni attinti dai fondi statali FIS e circa 800 mila euro recuperati tramite le revoche delle borse precedenti.
Tra le principali riforme introdotte nel testo figurano l’adeguamento automatico all’inflazione pari al +1,4% e l’attivazione di inedite tutele per gli iscritti con regime di frequenza part-time. Il piano prevede inoltre l’incremento della disponibilità dei posti letto, che passeranno da 2.650 a oltre 3.100 unità, insieme a una significativa semplificazione delle procedure burocratiche per i giovani provenienti da contesti geografici in conflitto.
Il confronto politico in aula sui requisiti Isee
Durante la fase di dibattito sono emersi diversi rilievi da parte dei rappresentanti delle forze di minoranza. La consigliera Gianna Pentenero (Pd) ha domandato chiarimenti circa il reintegro di ulteriori 18 milioni di euro da attuare nel prossimo assestamento di bilancio. La medesima istanza è stata avanzata dalle colleghe Alice Ravinale e Valentina Cera (Avs), le quali hanno sollecitato la definizione di tempistiche certe per l’erogazione dei contributi economici a beneficio dei soggetti idonei.
La componente del gruppo Movimento 5 Stelle, Sarah Disabato, ha rimarcato la necessità di assicurare le coperture finanziarie per garantire lo scorrimento totale delle graduatorie, chiedendo delucidazioni in merito alla revisione delle soglie Isee. La consigliera Vittoria Nallo (Sue) ha infine sollevato il tema di eventuali elementi premiali riservati ai residenti nel territorio piemontese, in linea con un ordine del giorno della Lega precedentemente votato dall’Aula. La titolare dell’Assessorato ha replicato specificando che sia i criteri per le fasce di indicatore economico sia le regole sulle premialità rimarranno invariati rispetto al passato.
Audizione della rete regionale per l’istruzione degli adulti
Nella seconda parte della giornata la Commissione, sotto la direzione del vicepresidente Daniele Sobrero, ha ospitato l’audizione formale della Rete dei Centri Provinciali Istruzione degli Adulti (CPIA), volta ad analizzare le prestazioni fornite e le criticità logistiche del comparto. La delegazione dei responsabili didattici era guidata dal vertice della rete piemontese Paolo Tazio, affiancato dai dirigenti scolastici Elena Gobbi e Davide Bosso.
I rappresentanti della rete hanno ricordato che tali strutture statali offrono percorsi formativi flessibili rivolti alla popolazione adulta, articolati in corsi di primo livello per il titolo di scuola media e di secondo livello per il conseguimento del diploma tecnico, professionale e artistico. La rete gestisce inoltre le attività di alfabetizzazione linguistica per i cittadini stranieri e i corsi attivi all’interno delle strutture carcerarie. I presidi attivi sul territorio regionale sono 12 e registrano nell’anno in corso oltre trentaduemila iscritti.
Richieste di potenziamento e interventi dei consiglieri
Gli esperti intervenuti hanno evidenziato la rilevanza dell’istruzione per i profili adulti quale strumento fondamentale per il contrasto alla dispersione scolastica permanente. Per raggiungere tale obiettivo è stato richiesto un potenziamento delle sedi associate al fine di ottenere una distribuzione più capillare sul territorio. I dirigenti hanno auspicato lo sviluppo di sinergie strutturate con i centri per l’impiego e il miglioramento dei collegamenti garantiti dal trasporto pubblico locale a beneficio degli utenti.
A conclusione della seduta di audizione, hanno preso la parola per richiedere specifici approfondimenti tecnici i componenti del consiglio Davide Zappalà (Fdi), Giulia Marro (Avs), Emanuela Verzella e Gianna Pentenero (Pd), i quali hanno focalizzato i propri interventi sulle prospettive di sviluppo e sui nodi critici emersi dalla relazione dei vertici scolastici.