Divieti discutibili

Giù le mani dal Monte Bianco: ordinanze francesi sotto accusa

Ancora polemiche fra Italia e Francia: due Comuni e la Prefettura dell'Alta Savoia emettono atti formali (divieti) che sconfinano nel territorio italiano

Giù le mani dal Monte Bianco: ordinanze francesi sotto accusa
Politica Torino, 22 Ottobre 2020 ore 12:23

La questione del confine fra Italia e Francia sulle pendici del Monte Bianco continua a far discutere. Ultimo… appiglio per la scalata delle polemiche, il provvedimento dell’Alta Savoia di vietare alcune attività (pericolose) sulle pareti del monte più alto d’Europa. Niente scialpinismo né parapendio, soprattutto nei mesi invernali quando le condizioni meteo si fanno proibitive. Tutto giusto, verrebbe da dire. Le autorità francesi si sono comportate in maniera condivisibile vietando queste pratiche. Ma. C’è questo “ma” ingombrante, grosso come i ghiacciai che ricoprono la parete Nord.

Divieto esteso al territorio italiano

Chamonix e Saint Gervais, due Comuni sul versante francese, hanno emesso un’ordinanza congiunta di divieto anche sulla zona che ricade sotto la sovranità italiana. In particolare si tratta del Rifugio Torino, della Punta Helbronner e di una parte della Skyway, la funivia che sale verso la vetta. Atto d’imperio, quello dei due Comuni francesi, che ha fatto saltare la mosca al naso dei sovranisti. In particolare una interrogazione ufficiale del parlamentare di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida, poi fiancheggiato dalla leader Giorgia Meloni che ha tuonato contro questi provvedimenti. Ma i francesi non demordono e due settimane fa hanno emesso una direttiva (Prefettura dell’Alta Savoia) a tutela del massiccio. Anche qua, finalità positive e condivisibili all’insegna dell’ambiente. Ma la questione – confini getta ombre molto lunghe.

Gli Enti montani: “No a forzature”

Ma l’Unione nazionale dei Comuni di Enti montani (Uncem) getta acqua sul fuoco. Ecco il comunicato ufficiale.

“Il confine fra Italia e Francia è sullo spartiacque. Ce lo insegna Annibale Salsa (Antropologo ed ex-presidente del Club Alpino Italiano), ce lo insegnano tutti ii geografi. Spostare i confini sul monte Bianco, più avanti o più indietro, non è in linea con la storia e con i Trattati sottoscritti negli ultimi tre secoli. Non è funzionale alle sfide delle montagne nei prossimi decenni, a partire da azioni che contrastino cambiamenti climatici e riduzione di ghiacciai. Non ci servono polemiche ma azioni che permettano più turismo green e che rispetti i limiti delle montagne, fragili e da proteggere. Le Alpi sono cerniera d’Europa e non barriera. Non solo luogo di scontri. Non si cerchino forzature unilaterali degli Stati. Lavoriamo insieme su politiche per le montagne e per le comunità che le vivono efficaci e durature”.

Lo afferma Marco Bussone, presidente nazionale dell’Uncem.

 

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