Green... caos!

Chi ha ragione sul Green pass? La Regione Piemonte canta vittoria troppo presto

L'assessore Marrone (Fratelli d'Italia) aveva interpellato il Garante della Privacy, la Lamorgese gli ha dato ragione ma adesso arriva il parere vincolante.

Chi ha ragione sul Green pass? La Regione Piemonte canta vittoria troppo presto
Politica Torino, 11 Agosto 2021 ore 12:22

Sulla questione del Green pass la Regione Piemonte canta vittoria forse troppo presto. D'altronde da Green pass a... Green caos il passo è breve, soprattutto dopo le dichiarazioni della ministra Tiziana Lamorgese che ha ingarbugliato per bene le cose fra privacy, proteste e segnalazioni varie.

Tutte le tappe del busillis

Il busillis è presto detto, ma bisogna seguire più tappe. Entra in vigore il Green pass e bisogna esibire un documento d'identità. Gli esercenti (alcuni, anche se la regola vale per tutti) si lamentano perché non vogliono chiedere documenti visto che il cittadino-cliente potrebbe rifiutarsi. L'assessore regionale agli Affari legali Maurizio Marrone (Fratelli d'Italia) aveva per primo sollevato dubbi: ma come, un cameriere o un buttafuori dovrebbero chiedere la carta d'identità? Non sono poliziotti, l'eventuale rifiuto non sarebbe perseguibile. Ecco quindi arrivare le prime bordate polemiche contro Marrone: i documenti si esibiscono ogniqualvolta si usa una carta di credito (sopra un tot) oppure anche se si entra in una sede privata con security... Perché quindi scandalizzarsi se li chiede un ristoratore?

Arriva dunque la Lamorgese che, a Torino dov'era in visita (contestata dai No Tav) l'altro ieri,  ha fatto la sua uscita: "E' vero, i ristoratori possono anche rifiutarsi di chiedere il documento". La Regione Piemonte canta vittoria, quindi: Marrone aveva ragione. Sì al Green pass ma non all'identificazione personale, anche secondo la ministra titolare del Viminale.

La sbugiardata del Garante

Oggi invece arriva la sbugiardata da parte del Garante per la Privacy: non è vero, i ristoratori possono chiedere documenti eccome! D'altronde  il cane si sta mordendo la coda da un bel po': che senso avrebbe l'obbligo di esibire il Green pass senza dimostrare che quel Green pass è proprio della persona che lo esibisce? Sai come saranno contenti i mariuoli che si occupano di falsificazioni e vendono online Green pass fasulli a 100 euro! Senza dover esibire il documento, infatti, basta riprodurre un certificato buono ma  di qualcun altro per entrare ovunque senza essere vaccinati. Insomma, il solito inghippo all'italiana in cui le diverse autorità competenti (ciascuna con il proprio "peso" di... autorità) fanno valere la loro posizione contraddittoria rispetto agli altri. In mezzo, i cittadini che si guardano in giro: ma cosa devo fare quindi?

Per adesso, in mancanza di impugnazioni o sentenze pregresse che facciano giurisprudenza, conviene esibire il Green pass e (ove richiesto) il documento. A meno che non si voglia creare il caso...

Sia come sia non si sa ancora chi abbia ragione sul Green pass, ma la Regione Piemonte ha forse canta to vittoria troppo presto.