Sostegno al principio del “non primo uso” delle armi nucleari: Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno, proposto dal Comitato per i Diritti Umani e Civili e presentato dal presidente Davide Nicco a nome di tutto l’Ufficio di Presidenza, che sottolinea l’importanza di tale principio e impegna la Regione alla promozione dello stesso per la de-escalation nucleare, esprimendo in tutte le sedi la propria posizione.
“Il principio del non primo uso, tanto semplice quanto dirompente, è stato fatto proprio dal Comitato Diritti umani e civili che ci ha chiesto di portare questo impegno anche in Consiglio regionale. Sappiamo che la nostra espressione non influirà da sola sulle sorti del mondo, ma può essere un piccolo segnale per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di questo principio e sui rischi devastanti di un utilizzo delle armi nucleari”, ha dichiarato durante l’illustrazione.
Per Silvio Magliano (Lista Cirio) in questo periodo storico è necessario interrogare la nostra umanità, per chiedere se vogliamo davvero, come genere umano, essere gli artefici dell’annientamento di un’intera civiltà. Invito tutti a recarsi a Grugliasco per visitare la mostra “Senzatomica”, promossa anche dal Comitato per rendersi conto di quale rischio corriamo e di quali siano davvero le conseguenze di una deflagrazione atomica”.
“L’arma nucleare significa la fine dell’umanità: un conflitto atomico non produce vincitori, ma solo macerie e milioni di morti – hanno dichiarato Carlo Riva Vercellotti e Sergio Ebarnabo (Fdi) – il principio del non primo uso è serio e riduce il rischio di escalation, ma può funzionare solo se è reciproco, verificabile e inserito in un sistema di fiducia tra le potenze. Senza controllo degli armamenti e senza equilibrio strategico rischia di restare una dichiarazione politica, mentre il mondo continua a muoversi in direzione opposta”.
“Approviamo un ordine del giorno e siamo il primo Consiglio regionale italiano a farci carico del principio del ‘non primo uso’ – hanno sottolineato Gianna Pentenero, Mauro Calderoni e Domenico Rossi (Pd) – ribadire questo impegno significa richiamare il valore del diritto internazionale, affermando che le controversie devono essere risolte con la diplomazia e non con la forza. Ci auguriamo che questo documento possa essere ripreso a diversi livelli istituzionali, diventando un messaggio condiviso di pace e di responsabilità”.
“Dobbiamo sostenere tutto ciò che può essere fatto per andare a fermare l’azione di armi nucleari – ha dichiarato Fabrizio Ricca (Lega)- ovviamente non possiamo che essere favorevoli al principio del non primo uso, ma dobbiamo essere chiari e l’Occidente oggi deve prendere una decisione forte e capire da che parte stare”.
“Questo atto rappresenta un segnale importante in un momento in cui il mondo è attraversato da conflitti e da una pericolosa escalation – hanno spiegato Alice Ravinale e Valentina Cera (Avs) – ribadire il principio del non primo uso significa tornare a quella scala valoriale fondata sul diritto internazionale e sull’articolo 11 della Costituzione, per affermare che le controversie si risolvono con la diplomazia e non con la guerra”.
Per Pasquale Coluccio e Alberto Unia (M5s) “portare in aula questo ordine del giorno non è cosa di poco conto: anche se può sembrare un piccolo segnale, è importante che il Consiglio prenda posizione su un tema così decisivo.
Come il colibrì che porta una goccia per spegnere l’incendio, ciascuno deve fare la propria parte, contribuendo a rafforzare una scelta di non violenza e di responsabilità in un contesto internazionale sempre più pericoloso”.