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Slittata l’esecuzione del ricercatore “novarese” condannato a morte in Iran

Aveva lavorato a lungo in Italia, al Crimedim di Novara.

Slittata l’esecuzione del ricercatore “novarese” condannato a morte in Iran
Glocal news 02 Dicembre 2020 ore 15:38

Il ricercatore Ahmadreza Djalali, “novarese d’adozione” per aver lavorato a lungo al Crimedim, Centro di ricerca in medicina dei disastri dell’università, avrebbe le ore contate.

L’esecuzione era prevista per martedì 1

“Ahmadreza Djalali è stato trasferito nella prigione di Rajaei shahr karaj per essere giustiziato oggi. La situazione è drammatica e abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti nelle prossime ore”.

Era questa la terribile notizia che circolata nella giornata di ieri.

Tutta la comunità novarese con Amnesty International si è mobilitata per chiedere la sospensione della pena e il suo immediato rilascio. Fortunatamente oggi, mercoledì 2, la notizia dello slittamento di qualche giorno dell’esecuzione della pena capitale.

La storia di Djalali

Medico specialista, collaboratore del Centro di ricerca in medicina d’emergenza e dei disastri (Crimedim) dell’Università del Piemonte Orientale, Djalali è stato arrestato senza mandato di cattura in Iran nell’aprile 2016. Si è visto ricusare per due volte un avvocato di sua scelta.

Le autorità iraniane hanno fatto forti pressioni su Djalali affinché firmasse una dichiarazione in cui “confessava” di essere una spia per conto di un “governo ostile”. Quando ha rifiutato, è stato minacciato di essere accusato di reati più gravi.

Secondo Amnesty International “Ahmad avrebbe anche urgente bisogno di cure mediche specialistiche. Nell’ultimo anno, tre diversi esami del sangue hanno indicato che ha un numero basso di globuli bianchi. Un medico che lo ha visitato in carcere all’inizio del 2019 ha detto che deve essere visto da medici specializzati in ematologia e oncologia in un ospedale fuori dal carcere. Dal suo arresto il 26 aprile 2016, ha perso 24 kg e ora pesa 51 kg”.

L’Università del Piemonte Orientale è sempre rimasta in contatto con la moglie e ha messo in atto ogni possibile intervento, in accordo con le istituzioni nazionali ed europee, per richiedere la liberazione di Ahmadreza Djalali.

LEGGI ANCHE: Ahmadreza Djalali spostato nel braccio della morte: esecuzione imminente

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