Trend positivo

L’emergenza è finita: Regione Piemonte chiude l’Unità di crisi anti coronavirus

Allestita a febbraio, dopo oltre 100 giorni di emergenza chiude i battenti. Resta un presidio attivo 24 ore su 24 presso la Protezione Civile.

L’emergenza è finita: Regione Piemonte chiude l’Unità di crisi anti coronavirus
15 Giugno 2020 ore 09:58

Regione Piemonte chiude l’Unità di crisi anti coronavirus allestita a febbraio per far fronte all’emergenza sanitaria. E’ previsto soltanto un turno di reperibilità. Un segnale che conferemerebbe il trend positivo registrato nelle ultime settimane, fermo restando che l’organismo resta pronto a riaprire in caso di nuove urgenze.

Chiusa l’Unità di crisi anti coronavirus in Piemonte

Dopo più di cento giorni vissuti in stato di emergenza, l’Unità di crisi anti coronavirus allestita da Regione Piemonte si ferma, rimane solamente un presidio di reperibilità attivo 24 ore su 24 presso la Protezione Civile. Nella sua composizione originaria era costituita da 6 membri, posti sotto l’egida dell’assessore regionale alla sanità, Luigi Icardi. Mario Raviolo, direttore dell’emergenza 118, era alla guida dell’Unità ma, in seguito a pesanti polemiche, è stato sostituito da Vincenzo Coccolo, nominato commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. Sono successivamente entrati anche Elide Azzan, dell’Asl di Novara, e Paolo Vineis, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, professore all’Imperial college di Londra.

Situazione positiva

Regione Piemonte rende noto che:

“Il monitoraggio della Fase 2, trasmesso alla Regione dal Ministero della Salute, per il Piemonte si conferma una situazione positiva con valori entro le soglie di riferimento, un basso livello di rischio e una incidenza ridotta rispetto alla settimana precedente.”

A fronte di ciò il presidente Alberto Cirio ha firmato l’ordinanza, in vigore da oggi, 15 giugno, che consente la ripartenza delle attività per bambini e ragazzi da 0 a 17 anni, teatri, cinema, sale concerti, terme e centri benessere, circoli culturali, centri sociali e sale gioco. Restano le imitazioni per le visite nelle residenze per anziani.

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