Record positivo

Covid-19: ieri nessun morto in Piemonte, in Val di Susa parte lo screening sierologico della popolazione

Un record – finalmente in positivo – per una delle regioni più duramente colpite dall’epidemia. In Val di Susa partito il progetto Open Valley.

Covid-19: ieri nessun morto in Piemonte, in Val di Susa parte lo screening sierologico della popolazione
08 Giugno 2020 ore 12:12

Domenica 8 giugno 2020, il Piemonte ha registrato i migliori dati da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus. Un record – finalmente in positivo – per una delle regioni più duramente colpite dall’epidemia.

Coronavirus: record positivo in Piemonte

Come riporta PrimaTorino sono sette gli ultimi decessi legati all’epidemia, di cui nessuno nella giornata di ieri, e 10 contagi, di cui tre in Rsa. Questi i dati comunicati ieri sera dall’Unità di crisi della Regione Piemonte. Mai diffusi, dall’inizio dell’emergenza Covid-19, numeri così positivi relativi al territorio piemontese. Risultano stabili anche i ricoveri in terapia intensiva, mentre i piemontesi guariti sono 20.533, 287. Dall’inizio dell’emergenza, il Piemonte registra complessivamente 3.941 vittime e 30.855 contagi.

Test sierologici in Val di Susa

In Val di Susa è partito, nella mattinata di ieri, il progetto Open Valley: l’intento è quello di sottoporre a screening sierologico gran parte della popolazione per valutare la percentuale di cittadini entrati in contatto con il virus, attraverso un test rapido. L’obiettivo è determinare la presenza degli anticorpi che rilevano l’attività del sistema immunitario quando viene a contatto con il Covid-19, e precisamente i due valori definiti IgM e IgG. In caso di positività di IgM e/o IgG è necessario, ovviamente, effettuare un tampone per test molecolare in grado di stabilire se la malattia è passata o ancora attiva. Sottoporsi all’esame non è obbligatorio, anche se le istituzioni hanno invitato i residenti dell’Alta Valle di Susa a partecipare, chiedendo un contributo su base volontaria di 15 euro. Possibilità di estendere l’esperienza, dopo una prima fase sperimentale, ai cittadini non residenti a cui verrà chiesto un contributo su base volontaria di 30 euro. Tutti i tamponi (eventuali) saranno invece a carico dell’organizzazione.

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