Indagine surreale

Come si fa a scambiare i resti carbonizzati di una donna per un cane?

Sono ancora tanti i misteri circa la sorte di Sabrina Beccalli, la 39enne mamma di Crema scomparsa a Ferragosto.

Come si fa a scambiare i resti carbonizzati di una donna per un cane?
01 Settembre 2020 ore 11:53

C’è qualcosa che non quadra nell’indagine sulla sorte si Sabrina Beccalli, la 39enne mamma di Crema scomparsa a Ferragosto. Un mistero ormai salito alla ribalta delle cronache nazionali, che ora vive uno sviluppo davvero surreale.

L’auto di Sabrina Beccalli bruciata nei campi

La sera stessa in cui la donna scompare, la sua auto viene ritrovata bruciata in campagna a pochi chilometri da Crema. Il giorno dopo gli inquirenti fanno esaminare alcuni resti ossei carbonizzati trovati nell’abitacolo a due diversi esperti, che concludono: si tratta di un cane.

Ma il principale indiziato (di omicidio volontario e occultamento di cadavere), il 45enne Alessandro Pasini, insiste col dire che i resti nell’auto – da lui stesso data alle fiamme – sono dell’amica, morta in seguito a un’overdose.

Il che porta inevitabilmente a una ferale domanda: come si fa a scambiare per un cane i resti carbonizzati di una donna?

I resti ossei nell’abitacolo esaminati da due veterinari

Se lo sono chiesti anche in Procura a Cremona, visto che per uscire dall’impasse hanno deciso di ingaggiare una delle massime esperti forensi d’Italia, l’antropologa Cristina Cattaneo, quella che per intenderci si occupò del difficile caso di Yara Gambirasio.

Cristina Cattaneo

Eppure non vacillano da quella domenica 16 agosto neppure le dichiarazioni dei due veterinari giunti a Vergonzaga.

Luigi Maria Taccani, libero professionista, è il primo veterinario chiamato ufficiosamente da un amico carabiniere. Parla di un cane bruciato sulla schiena, di arti inferiori in atteggiamento tipicamente canino. Niente mascelle e mandibola però.

Giuseppe Casirani, dirigente veterinario dell’Ats Val Padana di Crema, conferma alcune ore dopo che la carcassa rinvenuta tra il sedile posteriore e il posto a lato del conducente è identificabile come animale della famiglia dei canidi.

Eppure il sospettato numero uno nega, insiste. Confessa d’aver dato fuoco all’auto, ma di non aver ucciso Sabrina, morta per overdose, e ribadisce che in macchina non c’era alcun cane e che quei resti sono della 39enne.

E torniamo alla stessa domanda: ma come si fa a scambiare per un cane i resti carbonizzati di una donna?

Nel frattempo i resti del “cane” sono stati distrutti

Forse non lo sapremo mai, perché nel frattempo quei resti sono stati distrutti.

Altro retroscena paradossale è il fatto che – quando ancora erano tutti convinti della storia del cane – il servizio veterinario chiede alla procura di Cremona il nulla-osta per la distruzione della carcassa, che il 18 agosto finisce, infatti, nell’inceneritore.

Restano però da riesaminare altri trenta frammenti, quasi tutti ossei, che i Ris hanno fortunatamente rinvenuto nell’abitacolo in un soperalluogo ulteriore, il 26 agosto. Sarebbe stata trovata anche una clavicola umana.

Al di là dell’amletico dubbio attorno al quale ruota questo articolo, perché le trenta ossa in più sono saltate fuori solo dieci giorni dopo? Ma come sono stati condotti questi rilievi? L’ardua sentenza ora nelle mani dell’esperta Cattaneo, a cui spetta il non facile compito di dirimere il giallo, proprio come in una delle puntate dell’omonima serie americana che ha come protagonista la detective “Bones”, nell’immaginario spesso associata all’esperta di casa nostra.

La cronistoria dell’intricato mistero nazionale

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