Regione Piemonte

Cirio vuole “addolcire” la legge che limita il gioco d’azzardo “per salvare posti di lavoro”

"Oggi, il problema dei piemontesi è il lavoro", la replica di Pd e M5S: "Gravissimo passo indietro", "Scellerato non aiutare chi è più debole in favore delle lobby".

Cirio vuole “addolcire” la legge che limita il gioco d’azzardo “per salvare posti di lavoro”
18 Giugno 2020 ore 11:25

Forza Italia Piemonte, con capofila il governatore Alberto Cirio, e Lega hanno depositato un emendamento che punta a una revisione della legge regionale in vigore sul contrasto al gioco d’azzardo: è scontro con le opposizioni.

Cirio contro legge che limita gioco d’azzardo

Il Centrodestra piemontese ha presentato un documento che mira a rivedere la legge che limita il gioco d’azzardo in Piemonte. I firmatari sono il presidente Alberto Cirio e l’assessore allo Sviluppo delle Attività Andrea Tronzano per la compagine di Forza Italia, Fabio Carosso, Vittoria Poggio e Fabrizio Ricca per la Lega.

In sintesi, l’atto prevede l’eliminazione della valenza retroattiva delle norme sul distanziamento delle sale slot dai luoghi “sensibili”, quali scuole, sportelli bancomat o istituti di credito.

Dura reazione delle opposizioni in Regione

Non si è fatta attendere la reazione delle opposizioni, in prima fila Pd e M5s. Il sindaco pentastellato di Torino Chiara Appendino prende una posizione contraria e netta:

“Soprattutto in un momento sociale così delicato è gravissimo fare passi indietro sulla lotta all’azzardopatia, piaga che mina la salute e il futuro di tante famiglie. Mi aspetto che tutte le istituzioni remino dalla stessa parte”.

Amaro anche il commento del Consigliere regionale Domenico Rossi:

“Siamo di fronte al momento più basso mai raggiunto della politica piemontese. Un comportamento scellerato della Giunta e della maggioranza disposte a tutto pur di compiacere lobby ed interessi particolari… non ci sono parole per descrivere l’umiliazione cui viene sottoposta l’assemblea regionale. Lo abbiamo denunciato più volte sottolineando che sarebbe una scelta sciagurata, ma le modalità adottate, da colpo di mano, da raid a fari spenti, rendono tutta questa situazione inaccettabile. Le leggi e i regolamenti esistono per tutelare chi è più debole, in questo caso viene distorto favorendo chi già ha la forza dei numeri… è l’ennesima prova dell’allergia al dialogo e alla democrazia di questo centrodestra”.

Tronzano: “Salvare posti di lavoro”

In merito alla discussione verificatasi in Consiglio Regionale sull’emendamento al Collegato presentato dalla maggioranza legato alla legge sul gioco l’assessore Andrea Tronzano, fra i firmatari dell’emendamento, tiene a precisare:

“Vedo che le strumentalizzazioni delle opposizioni sono tante. Mi spiace. Ricordo che durante la stesura della legge nel 2015/16 le associazioni di categoria non sono mai state audite: l’hanno saputo a legge in vigore. Ricordo che i dati dei monopoli dimostrano con chiarezza che il gioco si è solo spostato su altre tipologie e quindi in Piemonte non è diminuito. Ricordo che con l’eliminazione del gioco legale è aumentata l’illegalità, come si vede dai crescenti interventi delle forze dell’ordine. Ricordo che anche i sindacati sono preoccupati per i lavoratori del settore. Ricordo che NON vogliamo cambiare la legge quando parla di prevenzione, salute, cura, sensibilizzazione. Ricordo che chi ha aperto dopo il 2016 si adegua alla legge attualmente in vigore anche se cambieremo l’articolo che agisce sulla retroattività. Oggi, il problema dei piemontesi è il lavoro e noi vogliamo salvare i posti di lavoro. Proibire significa aprire all’illegalità, garantire il gioco legale significa limitare le infiltrazioni criminali.”

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