Il governatore non ci sta

Cirio furioso per l’arrivo in Piemonte di altri profughi: “Presi in giro dal Viminale”

In Piemonte, con già oltre 400 migranti nei Cas, non sarebbero dovuti arrivare nuovi rifugiati.

Cirio furioso per l’arrivo in Piemonte di altri profughi: “Presi in giro dal Viminale”
18 Agosto 2020 ore 15:14

Altri 76 rifugiati tunisini sono attesi nella tarda serata di oggi, martedì 18 agosto 2020, in Piemonte. E il governatore non ci sta.

Arrivo in Piemonte di altri profughi

Sono in viaggio dalla Sicilia, arriveranno al centro polifunzionale della Croce Rossa di Castello d’Annone (Asti) e rimarranno nell’area ex Aeronautica Militare per 14 giorni prima di essere smistati nei Cas.

Hanno già fatto un primo tampone e domani ne faranno un secondo con l’ASL piemontese.

Cirio furioso: “Presi in giro dal Governo”

Questa mattina sopralluogo del Presidente della Regione Alberto Cirio insieme ad alcuni assessori e al Questore e al prefetto di Asti il governatore si è lamentato non solo di non essere stato avvertito dell’arrivo dei rifugiati, ma di essere stato precedentemente rassicurato dal Viminale che in Piemonte con già oltre 400 migranti nei suoi Cas non sarebbe stato chiamato ad ospitarne altri.

“Il Governo su questo ci ha preso in giro, noi avevamo un impegno da parte del Viminale di non inviare ulteriori persone sul territorio piemontese. E questo impegno è stato disatteso e io che faccio il Presidente della Regione lo apprendo con un’agenzia di stampa”.

La struttura, gestita dalla Croce Rossa, era già stata utilizzata in passato per accogliere i migranti. La Questura ha previsto una vigilanza h24 per evitare inconvenienti.

Il capogruppo leghista in regione

“Avevamo annunciato che avremmo vigilato sulle garanzie di Roma – ricorda il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte in Regione Alberto Preioni – ed evidentemente non ci sbagliavamo. Le promesse da marinaio di questo governo vengono al pettine: altri clandestini verranno trasferiti in Piemonte per alleggerire la pressione sui centri d’accoglienza del Sud. Conte e Lamorgese chiudono le discoteche ma spalancano i porti, e a pagarne il prezzo sono i nostri territori già presi in giro da rassicurazioni che, alla prova dei fatti, si sono dimostrate prive di qualunque fondamento. Roma continua imperterrita a imporre il proprio arbitrio su un Piemonte già prostrato per le conseguenze della pandemia, che non può continuare a farsi carico delle scellerate decisioni giallo-fucsia in materia di immigrazione. Noi, con il nostro governatore Alberto Cirio e il nostro assessore alla Sicurezza Fabrizio Ricca, lo avevamo già detto. Ma a Conte e Lamorgese evidentemente non interessa: a loro importa solo accogliere tutti, e pazienza se sono anche positivi al Covid”.

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