Economia
AUTOMOTIVE IN FIBRILLAZIONE

Stop auto a combustione dal 2035, Edi Lazzi (Fiom Piemonte): "A Torino una maxi fabbrica di smontaggio delle auto elettriche"

Il segretario: "Occasione di rilancio il riciclo e il riutilizzo dei materiali utilizzati per le auto elettriche, una volta arrivate a fine vita".

Stop auto a combustione dal 2035, Edi Lazzi (Fiom Piemonte): "A Torino una maxi fabbrica di smontaggio delle auto elettriche"
Economia Torino, 11 Giugno 2022 ore 11:43

Transizione ecologica e tecnologica. Il mondo dell'auto è legato a queste due visioni e approcci di sviluppo del futuro. Qualche giorno fa il parlamento europeo ha deciso (339 voti a favore, 249 contro e 24 astenuti) che dal 2035 non sarà più possibile vendere auto a combustione, responsabili dell'inquinamento atmosferico nei centri urbani. Approvato l'emendamento bipartisan 'salva Motor Valley' firmato da eurodeputati italiani di tutti gli schieramenti per prolungare la deroga alle regole Ue sugli standard di emissione della CO2 di cui già oggi beneficiano i produttori di nicchia.

Stop auto a combustione dal 2035: che succederà in Piemonte?

Una decisione che ha fatto storcere il naso a tanti e creato ancora più preoccupazione a quel comparto che oggi vive grazie alla produzione delle auto a benzina e diesel. Su questa importante tematica che riguarda l'ambiente e il mondo del lavoro e dell'economia, si sono espressi i vari sindacati italiani.

Per la Fim-Cils:

"Con il voto di oggi, 8 giugno, dello stop ai motori endotermici entro il 2035 non è più rinviabile una politica attendista sul mettere in atto risorse e investimenti che consentano la trasformazione industriale del settore e soprattutto la sua sostenibilità sociale.

Se vogliamo evitare contraccolpi gravissimi in termini di licenziamenti e la distruzione di un settore industriale fondamentale per il nostro Paese, ora il Governo deve rendere disponibile per le imprese del settore, da subito, gli investimenti di 8 mld stanziati con il fondo dell’automotive e insediare un apposito “comitato scientifico” che indirizzi le politiche di vantaggio nei settori strategici della mobilità del futuro.

Gli incentivi all’acquisto dei veicoli sostenibili recentemente deliberati dal governo italiano per i prossimi tre anni, sono necessari ma non devono prosciugare le risorse indispensabili ad accompagnare la fase di transizione.

Chiediamo pertanto l’immediata convocazione del tavolo ministeriale dell’automotive, è fondamentale non perdere ulteriore tempo davanti ad una transizione epocale che mette a rischio se non governata oltre 75mila posti di lavoro nel nostro Paese".

Mentre il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo ha fatto sapere:

"Penso che le preoccupazioni siano fondate, ho un pensiero critico rispetto alla decisione presa in sede Ue: sia come sindaco, sia come docente del Politecnico, nutro fortissime perplessità per la scelta di andare così velocemente verso la sola mobilità elettrica". Così il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, interpellato sulla decisione Ue dello stop ai motori termici nel 2035, oggi a margine di un appuntamento sulla povertà educativa in Piemonte. "Questa scelta - ha sottolineato Lo Russo - mette in discussione tanti elementi. C'è il problema dell'approvvigionamento della materia prima, con la scelta di una tecnologia che vede oggi la totale dipendenza dalla Cina e dal Sud Est asiatico. C'è il tema ambientale: non dimentichiamo che il litio deve essere estratto con costi molto rilevanti anche sotto questo profilo. L'obiettivo dovrebbe essere quello di limitare le emissioni di anidride carbonica a livello globale, non nella sola Unione europea. E c'è un tema molto rilevante che riguarda il fine vita delle auto elettriche, con la gestione della batterie esaurite. Sono tre elementi estremamente preoccupanti che devono essere affrontati e risolti. Non possiamo usare vie semplicistiche, né percorrere strade che potrebbero rivelarsi un boomerang". "C'è poi - ha rimarcato - la potenziale difficoltà creata sul nostro tessuto produttivo e occupazionale, soprattutto dell'indotto automotive, che deve essere accompagnato e non subire la decisione. Auspico che il Consiglio d'Europa, che deve assumere la decisione finale, affronti tutti i pro e i contro di una scelta di questo tipo".

Intervista a Edi Lazzi (Fiom Piemonte)

Sulla stessa questione noi di Prima Torino abbiamo intervistato telefonicamente il segretario della Fiom Piemonte, Edi Lazzi.

Torino guarda con apprensione al futuro della tecnologia e del mondo dell'auto...

"Certamente, Torino e il Piemonte sono un luogo in cui da sempre si producono auto e la componentistica necessaria e lo sarà anche in futuro. Per questo Torino guarda con apprensione l'evolversi delle scelte politiche in merito alla tecnologia e alla transizione ecologica".

Le auto elettriche di cui tanto si discute porteranno un stravolgimento nella produzione e quindi di riflesso sull'occupazione. Qual è la vostra posizione in merito?

"Dipenderà da che cosa succederà. Personalmente ho un'idea abbastanza precisa che questa transizione ecologica bisogna accompagnarla in maniera positiva. Avendo dei progetti a Torino faccio sempre degli esempi. Bisogna provare ad ipotizzare il riciclo e il riutilizzo dei materiali utilizzati per le auto elettriche, una volta arrivate a fine vita. Si parla spesso di riciclo ma poi nessuno effettivamente declina la questione 'sul che cosa dobbiamo fare' ".

Quindi dobbiamo riciclare il più possibile giusto?

"Esattamente, proprio così. Dobbiamo riciclare tutti i materiali a partire dalle batterie. Quindi l'idea è perché a Torino non facciamo una maxi fabbrica di smontaggio delle auto elettriche? Pensiamo al vetro, circuiti stampati, componenti vari, metalli, batterie in senso stretto. Fra due, tre anni sarà possibile riciclare fino al 90% delle batterie utilizzate per le auto e non solo per rifarle ex-novo.

Fare una fabbrica così, potrebbe portare alla creazione di nuovi posti?

"Assolutamente si. Possiamo dire tranquillamente 3000-4000 posti di lavoro e rigenerazione e riuso di tanti spazi vuoti di Mirafiori. Ho certamente preoccupazione per chi non potrà più lavorare nel comparto delle auto a benzina e diesel ma potranno trovare sbocco in quanto appena detto riguardo al riciclo, attraverso un periodo di formazione".

MIRAFIORI

Avete chiesto degli accompagnamenti per la pensione per le persone non più tanto giovani?

"Si, ma va da se. Sono già le aziende che lo propongono. Dobbiamo però, oggi, chiederci che cosa faranno le persone che non potranno andare in pensione anticipata o non potranno più lavorare nella parte delle auto a combustione. Insomma, bisogna immaginare il futuro, il futuro del mondo del lavoro, della produzione delle auto in senso ampio. La transizione ecologica e quella occupazione, vanno affrontate oggi e possiamo dire tranquillamente che possono andare di pari passo, ma serve una visione complessiva che oggi, manca un po' ".

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