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Rischio infiltrazioni mafiose

Sale da gioco e agenzie di scommesse: settore allo sbando, esercenti stremati

Scommesse, poker, schedine: i lockdown hanno messo in ginocchio anche le attività legate al gioco (legalizzato).

Sale da gioco e agenzie di scommesse: settore allo sbando, esercenti stremati
Economia Torino, 14 Aprile 2021 ore 14:34

Fra i settori che si ritrovano in ginocchio per colpa di questa maledetta pandemia c’è anche quello dei giochi, inteso come sale da gioco e agenzie di scommesse. Inutile sfoggiare il solito perbenismo peloso e dire: “non sono attività fondamentali” oppure “si arricchiscono con la ludopatia” ed altre frasi fatte similari. In realtà dietro queste, come altre, attività ci sono lavoratori a decine che càmpano e traggono il loro reddito dal volume di affari lecitamente realizzato.

La Regione intervenga

L’associazione “As.Tro” (Asso Trattenimento) chiede alla Regione Piemonte di intervenire tempestivamente per aiutare le aziende che si occupano di gioco legale. Anche per evitare pericolosi agganci con malavitosi e usurai i quali, si sa, propongono il loro “aiuto” nei momenti di difficoltà. Il concetto è stato ben spiegato in una lettera inviata a Elena Chiorino, assessora al Lavoro della Regione Piemonte. Così recita la missiva:

“Abbiamo apprezzato il suo intervento in cui ha sottolineato la necessità, soprattutto in questa fase emergenziale, di tutelare e sostenere le imprese. Noi operatori del settore siamo stati pesantemente colpiti dagli effetti prodotti dalla normativa regionale sul gioco e compromesse dall’emergenza sanitaria. In particolare è la mancanza di una previsione di ripartenza che rende difficile immaginare un contenimento degli effetti economici sulle aziende del settore”.

La situazione in Piemonte sarebbe particolarmente grave anche a causa di una legge regionale del 2016. Mario Negro, presidente onorario di As.Tro parla di “conseguenze devastanti sulla tenuta delle imprese del gioco legale del Piemonte e sul relativo bacino occupazionale“. Secondo un rapporto della Cgia di Mestre sugli effetti della legge, si rischia una perdita di ben 1.700 posti di lavoro. Un dato che non tiene ancora conto delle perdite occupazionali che riguarderanno le sale da gioco e le sale scommesse, la cui chiusura coatta per pandemia iniziata nel maggio 2019, entrerà pienamente a regime quest’anno. Per tale settore si prevede che l’applicazione dei vari Dpcm anti Covid metteranno a rischio ulteriori 1.738 posti di lavoro.

Da  brivido i dati del Monopolio

Non è solo l’associazione di categoria a dirsi allarmata. Anche l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (quello che un tempo era il Monopolio di Stato, ndr) condivide la forte preoccupazione. Così sul fenomeno del gioco illegale si è espresso il direttore generale Marcello Minenna: “Nel 2020 il volume di gioco illegale ha superato i 20 miliardi di euro, una cifra che di colpo fa indietreggiare l’Italia a 20 anni fa“. Tali dati evidenziano secondo As.Tro “il fallimento della legge regionale e dei divieti imposti al gioco legale: sino ad oggi la Regione Piemonte ha semplicemente adottato politiche volte alla cancellazione delle aziende di gioco“. Se non si interviene tempestivamente si corre il rischio di consegnare l’offerta di gioco alle organizzazioni criminali e significherebbe abbandonare le aziende piemontesi al fallimento, con tutte le ripercussioni prevedibili sul fronte occupazionale. Questo il grido d’allarme dei gestori di sale da gioco e agenzie di scommesse, dunque, nei confronti delle Istituzioni regionali.