covid e agricoltura

Quarantena breve: per Coldiretti l’unica soluzione al problema della carenza di lavoratori stranieri

Nel 2020 si sono praticamente ridotti di circa 1/3 i lavoratori stranieri nelle campagne italiane a causa dalle misure di sicurezza anti contagio, del lockdown e dai necessari vincoli posti alle frontiere.

Quarantena breve: per Coldiretti l’unica soluzione al problema della carenza di lavoratori stranieri
Torino, 15 Ottobre 2020 ore 16:48

Per la Coldiretti la riduzione dei tempi di quarantena sarebbe una buona notizia per lavoratori e imprese in un momento difficile per l’economia e l’occupazione.

La dichiarazione

Nel commentare l’ipotesi di una riduzione a dieci giorni della durata della quarantena sulla base delle ultime evidenze scientifiche la Coldiretti dichiara

Si tratta di una decisione che alleggerisce il peso sul sistema sanitario ma che difende anche la capacità produttiva del Paese e le opportunità di reddito delle famiglie. La quarantena breve anticipa il rientro al lavoro con un effetto importante per chi svolge attività autonome spesso duramente colpite dalla pandemia, ma riduce anche il rischio di paralisi del ciclo produttivo nelle imprese

 

Le parole del presidente Fabrizio Galliati

Per Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, sarebbe importante anche per combattere la carenza di lavoratori stagionali provenienti dall’estero frenati fino ad ora dalla lunga quarantena di 14 giorni. Nel 2020 si sono praticamente ridotti di circa 1/3 i lavoratori stranieri nelle campagne italiane a causa dalle misure di sicurezza anti contagio, del lockdown e dai necessari vincoli posti alle frontiere ai braccianti dall’estero che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese.

 

La mancanza di lavoratori stranieri

L’assenza dei lavoratori stranieri ha messo in grave difficoltà le campagne dove  si è registrato un crollo record del 7 per cento delle ore lavorate in agricoltura secondo gli ultimi dati divulgati dall’Istat relativi al secondo trimestre 2020. La preoccupazione riguarda anche l’autunno che è uno dei momenti più delicati dell’intera annata agraria, con le attività di raccolta in pieno svolgimento, e molte imprese che rischiano di trovarsi a ranghi ridotti i proprio nella fase più calda della vendemmia e della raccolta delle olive e della frutta.

 

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