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Operai in sciopero, i sindacati: "Serve un piano, Mirafiori non può chiudere"

"I lavoratori sono preoccupati, vogliono mandare un segnale preciso alle istituzioni. Mirafiori non può chiudere"

Operai in sciopero, i sindacati: "Serve un piano, Mirafiori non può chiudere"
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Oggi, mercoledì 7 febbraio 204, i lavoratori di Mirafiori del secondo turno hanno iniziato uno sciopero spontaneo dopo le assemblee della Fiom.

La preoccupazione dei lavoratori

Un corteo di operai della linea della 500 elettrica è uscito dalla Porta 2 dello stabilimento.

Il segretario generale della Fiom torinese Edi Lazzi e il numero uno della Cgil Piemonte Giorgio Airaudo dichiarano:

I lavoratori sono preoccupati, vogliono mandare un segnale preciso alle istituzioni. Mirafiori non può chiudere

 

La necessità di un piano per salvare Mirafiori

Giorgio Airaudo in assemblea ha ribadito il rischio per Mirafiori di ridursi a lumicino produttivo, sottolineando come la cassa integrazione duri ormai da 17 anni e l’occupazione complessiva sia passata da 20.000 a 12.000 lavoratori e lavoratrici. Sarebbero 1500 gli impiegati, tecnici e ingegneri che hanno lasciato l’azienda per dimissioni o dimissioni incentivate.

Il segretario della Cgil Piemonte ha sottolineato la necessità di un piano per Mirafiori che porti a 200.000 vetture, come richiesto dalla piattaforma unitaria di Fim-Fiom-Uilm e dia garanzie occupazionali per il prossimo decennio.

L'obiettivo è far diventare Mirafiori un caso nazionale e che le istituzioni locali, dal Comune alla Regione, facciano la loro parte con strumenti che rendano competitivi il territorio verso Stellantis per l’auto elettrica e per eventuali altri produttori che dovessero arrivare in Italia.

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