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Confronto con i sindacati

L’ad di Stellantis in visita alla fabbrica di Mirafiori ha incontrato i lavoratori

Carlo Tavares ha promesso che gli stabilimenti torinesi rimarranno un punto fermo nella produzione. I modelli Maserati, le Fiat "500" e il nodo dell'età media troppo alta.

L’ad di Stellantis in visita alla fabbrica di Mirafiori ha incontrato i lavoratori
Economia Torino, 24 Febbraio 2021 ore 11:49

Stellantis in visita a Mirafiori: Carlo Tavares, l’amministratore delegato del nuovo colosso automobilistico che da un paio di mesi riunisce Fiat-Fca e Peugeot, è andato di persona a Mirafiori per parlare con i lavoratori.

Tutti i marchi della “galassia Stellantis”

Un gesto molto apprezzato

Un gesto che alcuni hanno definito eclatante, ma che i sindacati apprezzano molto. Vuol dire che il “padrone” (come si diceva una volta) scende ai piani bassi per dialogare con gli operai ed ascolta le loro istanze. Segnali di collaborazione positiva, dunque, che i lavoratori torinesi non mancano di apprezzare. Tavares è stato in visita agli stabilimenti torinesi di assemblaggio finale, dove ha incontrato tutti i rappresentanti sindacali interni delle organizzazioni. Durante l’incontro sono stati confermati da Tavares gli impegni di Stellantis per l’Italia e per Torino in particolare. Il confronto è stato definito “franco e sincero” dai delegati sindacali e l’amministratore delegato ha aperto anche un discorso sull’incidenza dei costi negli stabilimenti.

Il comunicato sindacale

Ecco il comunicato diramato dal sindacato in merito:

“E’ un fatto positivo che Tavares abbia incontrato i rappresentanti dei lavoratori. I delegati Fiom-Cgil hanno fatto presente che l’attuale piano industriale non è sufficiente a saturare gli impianti torinesi e che servirebbero nuovi modelli e maggiori volumi produttivi in  grado di garantire la cessazione degli ammortizzatori sociali. Facciamo notare che la cassa integrazione sta continuando e siamo entrati nel quattordicesimo anno consecutivo di utilizzo di questo strumento. C’è bisogno di un cambio di rotta deciso rispetto al passato: Torino può ancora dare molto all’industria dell’auto perché sono 120 anni che fabbrichiamo automobili. Siamo uno dei pochi posti al mondo che ha tutte le competenze necessarie: dal design alla progettazione, all’ingegneristica, al montaggio”.

Evidente crollo produttivo

Negli ultimi anni a Mirafiori si è registrato un evidente ed innegabile crollo nella produzione. Fra il 2016 e il 2018 a Torino si costruivano, fatte e finite da consegnare al concessionario, circa 230.000 macchine all’anno. Negli ultimi dodici mesi, invece, ne sono state prodotte poco più di ventimila! Secondo i sindacati servirebbe aumentare la produzione di auto ibride (visto che ormai il mercato spinge su quelle) ed elettriche. Le catene di montaggio torinesi di Stellantis, al momento, producono anche Maserati: auto super-lusso che giocoforza non vengono comprate dal pubblico in grandi quantità perché costano tanto. Ciò porta ad un volume di occupazione basso. Servirebbero dunque altri modelli (anche di Maserati), urge implementare con le 500 ibride, concepire un altro modello che si possa realizzare sulla stessa piattaforma: così costerebbe meno e sarebbe più accessibile ai consumatori (anche nel prezzo). I sindacati hanno fatto presente questi ed altri spunti di riflessione a Tavares.

Il “nodo” dell’età media

Sempre i sindacati, dopo la visita dell’ad di Stellantis a Mirafiori:

“Abbiamo ancora un vasto indotto, seppur molto ridimensionato in questi anni proprio a causa della mancanza di volumi produttivi. Per il rilancio degli stabilimenti servirebbe un ricambio generazionale con ingresso di giovani, visto che l’età media dei lavoratori fra Mirafiori e Grugliasco è di 53 anni”.

Questo ultimo dettaglio, ovvero l’età media così alta fra i lavoratori, insieme alla durata elefantiaca della cassa integrazione (14 anni sono davvero tantissimi!) non lascia trapelare però grande ottimismo fra gli osservatori. I sindacalisti fanno il loro lavoro e rivendicano giustamente le istanze dei lavoratori. Ma la sensazione che Mirafiori e Grugliasco siano forse (speriamo di no) già parte di un passato industriale aleggia eccome.

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