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#Ioapro1501: i ristoranti e bar aperti per protesta venerdì 15 gennaio a Torino e in provincia

Iniziativa nazionale di "disobbedienza gentile" promossa dai ristoratori italiani: apriranno violando il Dpcm, mettendo in conto anche una multa.

#Ioapro1501: i ristoranti e bar aperti per protesta venerdì 15 gennaio a Torino e in provincia
Economia Torino, 14 Gennaio 2021 ore 15:41

Una grande iniziativa nazionale di protesta è in programma per domani, venerdì 15 gennaio 2021. Moltissimi ristoratori e baristi terranno aperti i loro locali violando intenzionalmente le restrizioni Covid e mettendo in conto anche una multa: una ribellione consapevole quindi, che parte dal presupposto in base al quale le restrizioni del Dpcm sono “illegittime”.

#Ioapro1501: ristoranti aperti per protesta

I promotori dell’azione di disobbedienza “gentile” invitano i commercianti a tenere aperto a pranzo e cena il 15 gennaio.

La pagina Facebook di riferimento è arrivata a quasi 18mila sostenitori, ma si parla di 50mila ristoratori pronti ad aderire.

GUARDA IL VIDEO CON LE FAQ:

 

 

Lo slogan che sta accompagnando l’iniziativa è: “Io apro per non chiudere più”.

L’organizzazione viaggia attraverso Telegram

Al di là di Facebook, è soprattutto Telegram, il servizio di messaggistica nato in Russia e in questi giorni in grande ascesa, il principale strumento che i ristoratori stanno utilizzando per “fare rete”.

Sul gruppo Telegram nazionale “IO APRO” non manca l’elenco completo dei gruppi regionali e provinciali delle attività che si stanno organizzando per prendere parte all’azione di disobbedienza civile.

E per dimostrare che fanno sul serio, c’è anche un servizio di supporto legale:

Mettono in conto anche una multa

L’intenzione, infatti, è quella accogliere con civiltà anche le Forze dell’ordine che si ritroveranno a emettere multe a coloro che rimarranno aperti nonostante le disposizioni governative.

Yuri Naccarella, fra i promotori del movimento Ioapro1501, che avete visto nel video Faq Poco sopra sostiene:

“Potete continuate a rimanere aperti, nonostante vi impongano dei giorni di chiusura, anzi dovete rimanere aperti, come abbiamo fatto noi, che nonostante le multe siamo rimasti aperti perché la chiusura è assolutamente illegittima”.

I promotori assicurano che rispetteranno tutte le norme anti-Covid, ma in zona rossa e in zona arancione però è consentito esclusivamente l’asporto e non la permanenza nel locale per pranzo o cena: i clienti saranno multati? In molti casi analoghi da Nord a Sud è successo, in questi mesi: bisognerà anche vedere quale sarà l’approccio delle Forze dell’ordine.

Il 15 gennaio 2021 a Torino

Al momento, ad ufficializzare la propria partecipazione nella città della Mole e cintura sono stati:

Trattoria Cerere a Torino (Via Legnano, 17)

E’ Francesca a confermare l’adesione della trattoria con un videomessaggio, nel quale lancia il proprio accorato appello:

“Noi non ne possiamo più. Il diritto al lavoro per noi è la cosa più importante e gli aiuti finora giunti dal Governo sono stati iniqui e insufficienti. Da novembre non abbiamo più visto un euro, pur continuando a pagare affitto e bollette, contributi. Prenderemo la multa, pazienza… tanto l’attività è già in crisi. Ma almeno potremo lavorare e difendere i nostri diritti. A dicembre con l’asporto non abbiamo incassato neanche 3mila euro. Chiediamo di lavorare: siamo in tre e abbiamo bisogno di mangiare e di vivere”.

 

Madimò – Gnocchi e tigelle a Giaveno (Via Maria Ausiliatrice, 8) che invoglia i clienti che sosterranno l’apertura serale con l’offerta libera

 

Sempre a Giaveno c’è la Trattoria il Portico (Via San Rocco, 2)

Poi c’è anche il Pacchero che apre tutti e tre i suoi locali: a Torino (Corso Moncalieri, 502), a Giaveno (Borgata Gischia Villa 33) e a Rivoli (Via Alpi Graie, 8).

 

 

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C’è chi dice no

C’è anche chi pensa che l’iniziativa sia sbagliata.

“Il quartiere è già martoriato da una palla di fuoco di urlatori/pisciatori/spacciatori per i quali non risponde nessuno – ci ha scritto un esercente di Vanchiglia – Siamo qui per rispettare le regole e non per trasgredire dopo 80mila vittime. Aiuti piccoli li abbiamo avuti. Io apro e chiudo in orario. Fosse facile non si chiamerebbe impresa”.

 

FRA I COMMERCIANTI, C’E’ ANCHE CHI DISSENTE: LA POSIZIONE DI ASCOM BERGAMO

 

E A PAVIA LA PREFETTURA HA POSTO L’ULTIMATUM: #Ioapro1501: la Prefettura di Pavia invita a sospendere ogni forma di protesta

 

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