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lavoratrici sacrificate

Il report della Consigliera di parità della Città metropolitana: sul lavoro persi 312mila posti di donne

Se nel 2019 il bilancio in tema di donne e mercato del lavoro era decisamente negativo, nel 2020 è decisamente peggiorato.

Il report della Consigliera di parità della Città metropolitana: sul lavoro persi 312mila posti di donne
Economia Torino, 23 Marzo 2021 ore 17:45

Se nel 2019 il bilancio in tema di donne e mercato del lavoro era decisamente negativo, nel 2020 è decisamente peggiorato: a causa della pandemia si sono persi 444mila posti di lavoro di cui 312mila posti di donne.

La relazione annuale della Consigliera di parità

È quanto emerge dalla relazione annuale della Consigliera di parità della Città metropolitana di Torino: porta ancora la firma di Gabriella Boeri, che ha ricoperto il ruolo per un decennio e ora ha passato il testimone a Michela Quagliano.

Il lavoro dell’Ufficio della Consigliera di parità non si è interrotto con i ripetuti lockdown ma è proseguito, ovviamente, con un maggior uso delle piattaforme web e dei sistemi di comunicazione a distanza. I problemi delle lavoratrici, acuiti anche dalla crisi economica che ha appunto coinvolto più severamente settori economici che fanno ricorso in modo consistente alla manodopera femminile (fra tutti, per esempio, il settore turistico) ripropongono però i problemi di sempre: non accenna ad arretrare la persistente discriminazione delle lavoratrici madri, come testimoniano i dati raccolti dalla Direzione territoriale del lavoro con riferimento alle dimissioni “volontarie” o licenziamenti per “motivi economici” in conseguenza alla maternità. Molte donne sono discriminate dopo il congedo di maternità con demansionamento, diniego di flessibilità oraria, rientri fortemente contrastati e raramente agevolati, soprattutto dopo il secondo figlio.

Le segnalazioni

L’Ufficio della Consigliera ha ricevuto molte segnalazioni, alcune anche da parte di uomini, con una netta preponderanza di problematiche legate ai congedi parentali, alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro, alle flessibilità orarie e ai part-time e alla fruizione dei permessi L.104 per la cura di familiari.

Nel 2020 si sono rivolti all’Ufficio della Consigliera di parità 297 utenti: donne 271, uomini 26. A causa dell’emergenza sanitaria Covid 19 si è verificata una consistente riduzione dell’attività nel periodo marzo-maggio per il lockdown, anche se il servizio è rimasto attivo in modalità remota. Ne è risultato un decremento sostanziale del numero di coloro che si sono rivolti all’Ufficio (oltre il 50%) rispetto al 2019.

Nella maggior parte dei casi, 120, sono state fornite informazioni o consulenze telefoniche. 91 le consulenze fornite tramite e-mail, e sono state riorientate presso altri Uffici per motivi di competenza 28 persone. I casi per cui si è effettivamente aperta un’istruttoria formale, con colloquio e attività di mediazione, sono stati 51 (48 donne e 3 uomini) L’età media di coloro che si rivolgono all’Ufficio si colloca nella fascia 31-50: solo 7 hanno oltre 50 anni, 22 dai 41 ai 50 anni, 18 dai 31 ai 40 anni e solo 4 tra i 20 e i 30 anni.

Fra questi prevalgono le persone conviventi o coniugate (26), anche se il numero di nuclei monoparentali (22) è rilevante. In maggioranza hanno prevalentemente figli (30), 20utenti non hanno figli/e e solo un caso ha più di due figlie. Il titolo di studio è elevato (23 il diploma e 17 la laurea, 11 con licenza media)

 

I casi trattati

La tipologia dei casi trattati: la parte più consistente riguarda la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, con richieste di flessibilità oraria e part-time. Persistono alcuni casi di demansionamento, vessazioni, licenziamento al rientro dal congedo per la maternità. Numerosi casi di presunto mobbing, che vengono seguiti anche in collaborazione con gli sportelli antimobbing dei Sindacati, come da protocollo d’intesa, e con gli Spresal delle Asl, anche se comunque permangono molte difficoltà nel riconoscere e far riconoscere e tutelare la situazione di mobbing sul posto di lavoro.

L’attività della Consigliera

L’attività della Consigliera di parità non si limita tuttavia a quelle “di sportello”, ma è indirizzata alla prevenzione con numerose collaborazioni, come quelle con le reti di referenti di parità delle Agenzie formative e dei Centri per l’impiego, con l’Agenzia del lavoro e con la Consigliera di parità regionale, con il Servizio di politiche sociali e pari opportunità e il Cug della Città metropolitana. La Consigliera partecipa inoltre a Tavoli come quello incentrato sui maltrattanti, alle iniziative congiunte con i Centri antiviolenza, e più in generale collabora con le istituzioni preposte alla tutela dei diritti delle donne in moltissime iniziative, convegni, eventi informativi e formativi. Da segnalare la partecipazione della Consigliera di parità alla strategia per l’innovazione sociale WE.CA.RE, messa in campo dalla Regione Piemonte nella programmazione 2014-2020: nel corso dell’ultimo anno sono stati portati avanti alcuni dei progetti del bando WE.CA.RE al cui partenariato la Consigliera di parità aveva dato adesione e sono stati realizzate sia riunioni di coordinamento e monitoraggio delle attività sia alcuni workshop.

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