Economia

Gigafactory di batterie a Scarmagno, 4mila nuovi posti di lavoro: le reazioni dal territorio

La Fiom-Cgil: «La transizione verso una mobilità sostenibile può essere una opportunità, se sono notizie reali e concrete, rappresentano la giusta direzione».

Gigafactory di batterie a Scarmagno, 4mila nuovi posti di lavoro: le reazioni dal territorio
Economia Canavese, 19 Febbraio 2021 ore 16:56

Nel 2024 dovrebbe nascere la nuova Gigafactory di batterie di Scarmagno che, come riporta Prima il Canavese, porterà 4mila nuovi posti di lavoro per il territorio. La Fiom-Cgil però chiede garanzie occupazionali per l’indotto automotive.

Gigafactory di batterie a Scarmagno

Dopo l’annuncio di ieri della scelta del sito ex Olivetti di Scarmagno da parte di Italvolt per realizzare la nuova Gigafactory di batterie, la più grande d’Europa, sono molti gli amministratori del territorio che hanno manifestato il proprio entusiasmo per un futuro che vedrebbe 4mila nuovi posti di lavoro nella sede di Scarmagno, 12mila considerando anche l’indotto.

La reazione di Fiom-Cgil

Mentre la buona notizia fa sperare per un futuro occupazionale roseo per il territorio, Stellantis ha invece reso noto la sospensione in cassa integrazione dello stabilimento Presse dal 22 febbraio al 5 marzo 2021. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è dovuto, dichiara l’azienda, alla contrazione delle richieste dalle carrozzerie “clienti”. Lo stabilimento delle Presse di Mirafiori rifornisce di parti di carrozzeria stampate diversi stabilimenti in Italia e lavora per molti modelli differenti.

Per questo motivo Edi Lazzi, segretario provinciale della FIOM-CGIL e Ugo Bolognesi responsabile di Mirafiori per la FIOM-CGIL hanno dichiarato:

«La transizione verso una mobilità sostenibile può essere una opportunità e notizie di un possibile insediamento industriale per una filiera corta dei componenti per la mobilità elettrica, se sono notizie reali e concrete, rappresentano la giusta direzione, come la Fiom sostiene da tempo. Serve però da subito un piano in grado di programmare il futuro, difendendo l’occupazione e favorendo il ricambio generazionale. Bisogna, in fretta, passare dalle parole ai fatti».

«Su questa storia di Scarmagno – sottolinea Bolognesi – tutta Torino si dovrebbe mobilitare e non continuare a dormire o a guardarsi l’ombelico».

Avetta: “Monitorare lo sviluppo”

«Il progetto dell’Italvolt di realizzare a Scarmagno la Gigafatory per la produzione e lo stoccaggio di batterie al litio, costituisce una notizia importante per il Canavese e per il suo tessuto sociale, industriale e produttivo. Nei giorni scorsi ho avuto occasione di dire a Lars Carlstrom, il CEO e fondatore di Italvolt, che a Scarmagno troverà cultura d’impresa, competenza e serietà. Quella della Gigafactory è un’iniziativa imprenditoriale che arriva al momento giusto. Le risorse del Next Generation EU, infatti, tracciano una direzione chiara, e il programma del Governo Draghi segna un passo decisivo sul tema dell’innovazione tecnologica. La Regione Piemonte dovrà monitorare lo sviluppo di questo percorso, ed il fatto che l’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano abbia coinvolto fin dall’inizio i sindaci del territorio, dimostra che siamo partiti con il piede giusto».

Notizia accolta positivamente anche a Ivrea

«L’individuazione del sito di Scarmagno è sicuramente un primo passo fondamentale  – afferma il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli –  L’eventuale realizzazione di un impianto produttivo di tali dimensioni avrebbe una valenza immensa che, come ricadute occupazionali, produttive e sociali andrebbe ben oltre i confini del nostro territorio che, da non molto tempo è attraversato da fortissimo fermento con un susseguirsi di progetti ed attività che hanno vista progressivamente la luce dopo la nomina a Patrimonio Mondiale UNESCO. La massima attenzione al contesto in cui andrebbe ad inserirsi lo stabilimento, la volontà di puntare ad un centro di formazione dedicata, il progetto realizzativo fortemente concentrato sul rispetto dell’ambiente e sull’eco sostenibilità ed il voler riprendere quello che fu il pensiero di Adriano Olivetti sono tutti elementi che ci fanno intravvedere delle immense potenzialità per l’intero territorio canavesano».

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