TORINO OVEST

Crisi occupazionale alla Lear di Torino

Anche nel resto del Piemonte non mancanzo le verdenze sindacali aperte come ex Ilva di Novi Ligure, ora Acciaierie d'Italia, e poi la Blutec ad Asti, e l'Alcar a Vaie, in Val Susa

Crisi occupazionale alla Lear di Torino
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Dalla Val Susa alla provincia di Alessandria ancora imprese in crisi. A preoccupare da tempo (e in particolar modo da inizio anno) è la Lear di Torino azienda storica (legata da un rapporto di monocommittenza con Stellantis) che produce da oltre cinquant'anni apparecchiature elettrotecniche, trasformatori e induttori. Lo stabilimento di Grugliasco della multinazionale americana, oggi lavora solo per la vicina Maserati, dopo aver perso la commessa per i sedili per la 500 elettrica.

Alla Lear manca, inoltre, la commessa 500 Bev, persa a suo tempo a favore della turca Martur. Attualmente, i lavoratori lavorano soltanto due giorni al mese.

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"La situazione di Lear a Torino è molto severa, perché gli ammortizzatori scadono a maggio ed è l'ultima tranche prevista. Al momento non c'è un piano industriale serio e non abbiamo ricevuto garanzie. Siamo molto preoccupati: l'azienda dichiara 260 esuberi su oltre 400 lavoratori, e non pone alternative al tavolo”, spiega al TGR Piemonte, Davide Provenzano, segretario Fim Cisl per Torino e il Canavese.

Il 21 novembre scorso è stata sottoscritta l’ultima tranche di Contratto di Solidarietà della durata di 6 mesi con decorrenza 1 dicembre 2022 - 31 maggio 2023, a cui è seguito un accordo di esodo incentivato a favore di 35 lavoratori.

“Pesano l’incertezza determinata dal caro energia e dall’aumento dei tassi di interesse, ma si può sperare in un’inversione di tendenza. - rimarca con forza il leader della Fim Cisl, Roberto Benaglia.

Le altre vertenze sindacali

Anche nel resto del Piemonte non mancano le verdenze sindacali aperte come ex Ilva di Novi Ligure, ora Acciaierie d'Italia, e poi la Blutec ad Asti, e l'Alcar a Vaie, in Val Susa. Il prossimo 14 febbraio 2023 si terrà un nuovo vertice convocato a Roma, dal ministro per le imprese e made in Italy Adolfo Urso, per discutere il futuro del settore dell'automotive.

"La situazione è gravissima - avverte il leader Uilm Rocco Palombella - è una bomba ad orologeria, il settore rischia di implodere: in ballo c'è la perdita di migliaia di posti di lavoro".

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