Ex-Fca

Ansia fra i lavoratori torinesi di Stellantis: 400 dipendenti a casa e sindacati divisi

Le sigle si dividono (ancora) con la Cgil su posizioni differenti rispetto a Cisl, Uil, Ugl e Quadri.

Ansia fra i lavoratori torinesi di Stellantis: 400 dipendenti a casa e sindacati divisi
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C'è ansia e agitazione fra i lavoratori torinesi di Stellantis dopo che la dirigenza della multinazionale ha ufficializzato l'uscita di ben 400 dipendenti. "Uscita" è un termine che racchiude in sé però varie sfumature: licenziamenti, dimissioni, pensionamenti, incentivi al pre-pensionamento? Sono modalità ben diverse.

400 dipendenti se ne vanno

Sta di fatto che ben 400 dipendenti della ex-Fca lasceranno definitivamente il loro posto di lavoro fra Grugliasco, Mirafiori e le sedi amministrative. In compenso ci saranno 130 nuove assunzioni, ma il saldo è evidentemente negativo (-270). Quindi? Al di là del fatto che l'operazione di sforbiciamento sarà morbida e condivisa dagli stessi lavoratori "accompagnati verso l'uscita" c'è un dettaglio che i sindacalisti più attenti vogliono sottolineare. La Fiom, ad esempio, branca fondamentale della Cgil per il settore di riferimento, sottolinea che in questo modo il tanto decantato rilancio dell'azienda è ben lontano dalla realtà. Così i rappresentanti dei lavoratori Simone Marinelli ed Edi Lazzi:

"Siamo di fronte a un ridimensionamento senza che ci sia un piano di rilancio per tutti gli stabilimenti italiani. La direzione dice che l'obiettivo è il ricambio generazionale ma senza assumersi impegni effettivi. (...) Siamo di fronte a un ridimensionamento senza che ci sia un piano di rilancio. (...) Contrariamente servirebbe un rilancio imponente della produzione e progettazione di auto da costruire nel nostro Paese che coinvolga tutta la filiera automotive in grande sofferenza. E' urgente e non più rinviabile un intervento del Governo che continua invece a giocare un ruolo da spettatore marginale".

Insomma, ansia e agitazione per i lavoratori torinesi del gruppo Stellantis con i sindacati che si dividono sul futuro delle varie sedi produttive. Già all'annuncio della chiusura di Grugliasco la Cgil si era ritrovata da sola nel ruolo di scettico / contestatore, mentre Cisl e Uil avevano appoggiato il piano aziendale.

Una situazione in fotocopia

Una situazione che si ripete in fotocopia anche adesso. Ecco parte del comunicato diffuso da Fim-Cisl, Uilm, Ugl (ex-Cisnal) e Associazione Quadri che rappresentano molta parte dei lavoratori:

"Stellantis ha confermato tutti gli enti tecnici e di staff che in Italia contano circa 18.000 dipendenti. (...) Il Polo di Torino resterà un centro di competenze importante del gruppo nell'àmbito della ingegneria, della ricerca e dell'innovazione, con un numero di progetti di ricerca e sviluppo destinato ad aumentare in virtù della fusione. Il confronto prosegua per tutte le altre realtà del gruppo, da Sevel a Cassino, da Pomigliano alle realtà finanziarie e agli stabilimenti di meccanica".

L'ultima richiesta dei sindacalisti è che l'azienda confermi la costruzione della famosa gigafactory in Italia, con Termoli come sito privilegiato rispetto agli altri.

(nella foto di copertina, un presidio dei lavoratori Stellantis a Grugliasco).

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